Finita la pandemia ci aspetta il boom del fotovoltaico

Un World Energy Outlook 2020 con molte ombre ma anche qualche luce. Quattro scenari per il futuro dove il ruolo delle energie rinnovabili è sempre centrale.

world energy outlook 2020

“Comunque vada, prima o poi tornerà a splendere il sole”: un auspicio noto, purtroppo tremendamente attuale di questi tempi, ma che assume un altro significato, molto più letterale, nel leggere uno dei rapporti annuali più importanti del settore energetico, il World Energy Outlook 2020 redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA).

Un futuro radioso a partire dal 2022

Per il sole, o meglio per i pannelli solari che sulla Terra ne catturano e distribuiscono l’energia, il futuro post pandemia appare davvero radioso. Certamente la pensa così Fatih Birol, che dell’IEA è il direttore esecutivo. “Il fotovoltaico – ha dichiarato – ormai sta diventando il nuovo re dei mercati elettrici mondiali. Sulla base delle attuale direzione politica, è sulla buona strada per stabilire ogni anno nuovi record di diffusione a partire dal 2022″.

comparazione fonti - World Energy Outlook 2020

Ripensamento strutturale per contenere emissioni nocive

Un’affermazione confortante a margine di un rapporto 2020 che però non lo è affatto. E per capirlo bastano le frasi introduttive dello stesso Birol: “Il ciclo recessivo causato dalla pandemia – si legge – ha temporaneamente abbattuto le emissioni nocive, ma la depressione economica non può essere la strategia da adottare per andare verso un sistema a basse emissioni. Soltanto un ripensamento strutturale del modo in cui produciamo e consumiamo energia può interrompere il trend negativo delle emissioni”.

Ed ancora: “I governi hanno la capacità e la responsabilità di intraprendere azioni capaci di accelerare la transizione verso l’utilizzo di energia pulita. Il loro scopo – conclude il direttore esecutivo IEA – deve essere quello di creare le condizioni per il raggiungimento degli obiettivi di contenimento dell’innalzamento climatico, compreso il traguardo delle emissioni zero”.

World Energy Outlook 2020: i 4 scenari

Inevitabilmente, lo spettro del coronavirus incombe sull’edizione del World Energy Outlook 2020. Il rapporto sottolinea come la pandemia in corso ha provocato più danni al settore energetico di qualsiasi altro evento del recente passato. Da qui la necessità, guardando al decennio che ci condurrà fino al 2030, di ipotizzare diversi scenari a seconda delle modalità d’uscita dall’attuale periodo di crisi.

variazione della produzioni fonti energetiche

Gli scenari STEPS e DRS

In particolare, gli scenari presi in considerazione dall’IEA sono quattro. Il primo è lo scenario delle politiche dichiarate (STEPS), che prevede il conseguimento degli obiettivi politici annunciati fino ad oggi, nella misura in cui verranno accompagnati da misure ad hoc per la loro realizzazione. In virtù di queste premesse, il Covid-19 verrà gradualmente portato sotto controllo nel corso del 2021 con l’economia globale capace di tornare subito sui livelli pre-pandemia.

Il secondo scenario, denominato Delayed Recovery (DRS), con le medesime politiche dichiarate prende invece in considerazione l’eventualità di una recessione profonda e di una ripresa ritardata a causa del prolungarsi della pandemia.

Gli scenari SDS e NZE2050

C’è poi lo scenario dello sviluppo sostenibile (SDS) che, pur partendo dalle ipotesi sulla salute pubblica e sull’economia dello STEPS, prevede un’impennata nelle politiche e negli investimenti per l’energia pulita al fine di mettere il sistema energetico sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi e di sviluppo sostenibile.

Infine, nel World Energy Outlook 2020 viene introdotto il nuovo scenario delle zero emissioni nette entro il 2050 (NZE2050), che poi rappresenta un’ulteriore evoluzione dello scenario SDS. In sintesi, il fattore aggiuntivo consiste nella previsione di un maggiore e crescente numero di Paesi che decide di puntare con forza, entro la metà del secolo, su un sistema sociale ed economico a zero emissioni.

variazioni fonti domanda

Il sorpasso del fotovoltaico sul fossile

Le energie rinnovabili, in primis quella assicurata dal fotovoltaico, sono in prima fila in tutti gli scenari sopra descritti. In particolare, il rapporto sottolinea come proprio il salto di qualità del fotovoltaico, ormai costantemente più conveniente a parità di energia prodotta delle nuove centrali a carbone o a gas nella maggior parte dei Paesi, questo perché gli impianti fotovoltaici di ultima generazione sono capaci di generare elettricità con i più bassi costi di sempre.

E così, prendendo in considerazione lo scenario STEPS, le energie rinnovabili saranno in grado di soddisfare l’80% della crescita della domanda globale di elettricità nel prossimo decennio. Nel dettaglio, se l’energia idroelettrica rimarrà la più grande fonte rinnovabile, il fotovoltaico sarà caratterizzato dal maggior tasso di crescita, seguito dall’eolico onshore e offshore.

Il peso delle rinnovabili nello scenario più virtuoso

Infine, particolarmente interessanti sono le performance che dovrebbero essere ottenute dalle energie rinnovabili per arrivare ad emissioni zero nel 2050. Infatti, lo scenario NZE2050 specifica che la produzione annuale da fotovoltaico dovrà passare dai 110 GW registrati nel 2019 a quasi 500 GW raggiunti nel 2030. Parallelamente, la quota delle energie rinnovabili nella fornitura globale di elettricità dovrà aumentare dal 27% del 2019 al 60% del 2030.

Uno sforzo non da poco per il prossimo decennio, che tradotto in denaro significherà triplicare il livello di investimenti sullo sviluppo delle rinnovabili, raggiungendo l’ammontare di 2.200 miliardi di dollari nel 2030 (dai 760 miliardi del 2019), con più di un terzo della spesa che dovrà essere indirizzato all’adeguamento delle infrastrutture elettriche.

Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità