La transizione energetica ha bisogno di una strategia globale sulle rinnovabili

Nell’ultima edizione del report WEMO di Capgemini emerge che la crescita sostenuta di fotovoltaico e eolico registrata nel 2023 resta comunque lontana dal ritmo necessario per raggiungere gli obiettivi climatici per il 2050
Il World Energy Markets Observatory sottolinea l'importanza delle rinnovabili per la transizione

Il World Energy Markets Observatory (WEMO) è un report annuale, realizzato da Capgemini in collaborazione con Hogan Lovells, Vaasa ETT ed Enerdata, che fa il punto sullo stato della transizione energetica. In particolare lo studio, giunto alla sua 26a edizione, analizza la trasformazione dei mercati energetici in Europa, Nord America, Australia, Sud-Est asiatico, India e Cina.

Un report, introdotto da una visione prospettica globale, che affronta i temi centrali del cambiamento green, inclusi gli impatti geopolitici, la transizione energetica dal lato della domanda, le batterie, le fonti rinnovabili, l’idrogeno, il teleriscaldamento industriale e l’Intelligenza Artificiale Generativa.

Coinvolgere Paesi in via di sviluppo

“Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti per il 2030 e il 2050 – si legge nel WEMO –, è necessario accelerare la diffusione delle energie rinnovabili a livello globale, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. In questa prospettiva, va considerato che la quantità totale di energia finale fornita dalle energie rinnovabili potrebbe limitarsi a circa il 40% del fabbisogno globale”.

Nel report viene riportato che nel 2023 la capacità totale di energia rinnovabile ha raggiunto un totale di 3.372 gigawatt (GW). A guidare questa crescita ci sono il comparto fotovoltaico, che in un anno ha registrato un incremento del 73% della capacità aggiunta globale, e il comparto eolico, autore a sua volta di un incremento del 46% della capacità aggiunta.

report WEMO di Capgemini emerge che la crescita sostenuta di fotovoltaico e eolico registrata nel 2023

“Tuttavia – viene precisato nel rapporto –, anche se il 2024 si prospetta un altro anno record, come è stato per i 22 anni precedenti, questa crescita è di gran lunga inferiore a quella necessaria per raggiungere l’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050”.

Tutelare la stabilità delle reti

Un futuro, quello della transizione energetica, che sarà condizionato da diversi fattori: “Sebbene il tasso di penetrazione delle rinnovabili aumenti, queste hanno un impatto sulla stabilità della rete e quindi l’utilizzo di batterie stazionarie diventerà obbligatorio”. In quest’ottica, secondo il report World Energy Markets Observatory, lo sviluppo delle energie rinnovabili immagazzinabili, come la biomassa o l’energia geotermica, dovrebbe essere incrementato.

Proprio allo sviluppo della rete elettrica viene attribuito un ruolo fondamentale per accelerare la transizione globale verso l’energia pulita. “Gli investimenti nella rete elettrica – si legge – stanno iniziando a crescere e si prevede che raggiungeranno i 400 miliardi di dollari nel 2024, con Europa, Stati Uniti, Cina e alcune regioni dell’America Latina in testa”.

Per quanto concerne l’Italia, nel report è presente un’affermazione che può apparire sorprendente: “Anche la rete di distribuzione gas sarà un elemento chiave per la transizione energetica, facilitando lo sviluppo di rinnovabili quali il biometano e supportando una diffusione molto efficace di vettori energetici emergenti, in primis l’idrogeno”.

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale

Più in generale, una migliore previsione del consumo di elettricità (e di gas naturale) e nuovi scenari di ottimizzazione più precisi grazie a tecnologie come l’Intelligenza Artificiale contribuiranno a migliorare il bilanciamento globale delle reti di distribuzione energetica. E come prevedibile, considerata la sua crescita esponenziale, il ruolo attuale dell’Intelligenza Artificiale nell’ambito della transizione energetica è oggetto di un esteso approfondimento.

“Sebbene l’Intelligenza Artificiale abbia il potenziale per accelerare in modo significativo la decarbonizzazione – viene sottolineato nel World Energy Markets Observatory –, la mancanza di competenze e la focalizzazione su degli obiettivi a breve termine ne stanno ostacolando l’adozione”.

Ciò non toglie che l’Intelligenza Artificiale Generativa può potenzialmente svolgere “un ruolo di catalizzatore per migliorare l’efficienza delle reti, la scoperta di e-fuel, la progettazione di nuove batterie o turbine eoliche, la biologia sintetica e l’aumento delle conoscenze derivanti da numerose fonti di dati per un’innovazione più efficace e mirata”.

Le prospettive dell’idrogeno

Per quanto riguarda l’idrogeno, viene considerato come una risorsa strategica nel percorso di decarbonizzazione: “Il numero di progetti che hanno ottenuto l’approvazione per un investimento è quadruplicato negli ultimi due anni. Tuttavia, si è anche osservato un ridimensionamento delle possibili applicazioni dell’idrogeno”.

Fra le cause di questo ridimensionamento, nel WEMO vengono citati l’aumento dei costi di produzione dell’idrogeno a basse emissioni di carbonio, nonché le normative più stringenti. Per questo, solo alcuni specifici impieghi in settori “Hard to Abate”, come l’industria pesante e la mobilità marittima, conservano un forte potenziale.

Monia Ferrari, amministratore delegato di Capgemini in Italia, ritiene che “nonostante un picco storico nell’utilizzo delle energie rinnovabili, la velocità del loro sviluppo non è sufficiente a colmare il divario: c’è ancora molto da fare nel prossimo decennio per avvicinarsi all’obiettivo ‘net zero’ entro il 2050 e per completare con successo la transizione energetica”.

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Leonardo Barbini

Copywriter ed editorialista di Elettricomagazine.it, appassionato di tecnologia. Da anni segue le tematiche della mobilità elettrica, della transizione energetica e della sostenibilità
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