Trattato sulla Carta dell’energia, dal Consiglio Europeo ok definitivo al recesso

Il recesso definitivo dal trattato sulla Carta dell’energia è arrivato dopo il via libera dello scorso aprile del Parlamento UE
Parlamento Europeo

A fine maggio il Consiglio Europeo ha dato il via libera definitivo al recesso dell’UE e dell’Euratom dal trattato sulla Carta dell’energia, a seguito dell’approvazione del Parlamento europeo nella sua ultima sessione plenaria dell’aprile 2024.

Nello specifico, come si legge in una nota, “l’Unione Europea e l’Euratom recederanno dal trattato, mentre gli Stati membri saranno autorizzati a sostenerne la modernizzazione nel corso della prossima Conferenza della Carta dell’energia”.

Cos’è il Trattato sulla carta dell’energia

Il trattato sulla Carta dell’energia (ECT) è un accordo multilaterale – firmato nel 1994 ed entrato in vigore nel 1998 – che contiene disposizioni sulla protezione degli investimenti e sul commercio nel settore dell’energia. Poiché il trattato non è più in linea con l’accordo di Parigi e con le ambizioni dell’UE in materia di transizione energetica, nel 2018 è stato avviato un processo di modernizzazione.

Impianto eolico

Il suo obiettivo originario era quello di disciplinare il commercio e gli investimenti nel settore energetico, ma la sua apertura al settore dei combustibili fossili ha portato al recesso di molti Paesi, tra cui l’Italia.

I Paesi UE potranno scegliere di rimanere contraenti

Per gli Stati membri che desiderino rimanere parti contraenti dopo il recesso dell’UE e dell’Euratom, ci sarà la possibilità di votare nel corso della prossima Conferenza della Carta dell’energia, in programma entro la fine del 2024, approvando o meno un accordo modernizzato.

Grazie al voto del Consiglio – spiega la nota UE – la tabella di marcia belga, superando la situazione di stallo all’interno dell’UE, ha sbloccato il processo di modernizzazione del trattato sulla Carta dell’energia, anche per le parti contraenti non appartenenti all’UE.

Un equilibrio utile per tutti

Questo passaggio, noto anche come la “tabella di marcia belga”, semplificherà i prossimi step relativi al trattato sulla Carta dell’energia.

“Sulla base dei lavori preparatori svolti dai nostri predecessori svedesi – spiega in nota Tinne Van der Straeten, ministra belga dell’Energia – la presidenza belga si è adoperata instancabilmente per superare questo difficile stallo e ha trovato un equilibrio accettabile e utile per tutti”.

La decisione del Consiglio, che rappresenta l’adozione formale della decisione, arriva dopo il via libera al recesso dal trattato da parte del Parlamento Europeo a fine aprile. Il testo era infatti oggetto di critiche per la tutela che riservava ancora ai combustibili fossili, una visione non in linea con quella del Green Deal europeo.

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Monica Giambersio

Giornalista professionista e videomaker. Da anni si occupa di energia e transizione ecologica
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