Testo unico rinnovabili: la semplificazione che non c’è

Secondo Attilio Piattelli, presidente del Coordinamento Free, il riordino normativo delle procedure autorizzative per le fonti rinnovabili, per come espresso nella bozza di decreto, non interviene sulle semplificazioni e non risponde alle richieste del mercato e della transizione energetica
Commento coordinamento Free alla bozza del decreto sul testo unico rinnovabili

Il testo unico sulle procedure autorizzative per le fonti rinnovabili era atteso da tempo. Aziende, associazioni ed enti di settore chiedevano a gran voce, con urgenza, una semplificazione burocratica che potesse finalmente sbloccare l’accelerazione degli investimenti in rinnovabili. E spingere così la crescita del settore e la corsa italiana ai target ambientali 2030 e 2050.

Eppure, dall’audizione avvenuta il 17 settembre presso l’8^ Commissione del Senato, circa la bozza di decreto “Testo Unico per le Fonti Rinnovabili”, si avverte l’impressione di un’occasione persa.

L’intervento del Coordinamento Free

Negli ultimi anni, il succedersi di provvedimenti legislativi ha reso il quadro normativo italiano delle FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) estremamente frammentato. Praticamente, molto complesso anche per gli addetti ai lavori. Per questo il Coordinamento Free (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), realtà che raccoglie le istanze di decine di associazioni ed enti attivi nel settore, aveva espresso al Governo l’urgenza di intervenire. Supportandola con una serie di proposte illustrate in un incontro, alla presenza del ministro della Pubblica Amministrazione, il 20 dicembre 2023. Da allora il silenzio, rotto di recente con la circolazione di una bozza del testo unico rinnovabili che non sembra tenere conto delle raccomandazioni.

L’unico benefico reale, a detta del Coordinamento Free, è quello di unificare e riordinare la normativa. Ma si fallisce sia per la semplificazione delle procedure sia per la razionalizzazione dei procedimenti autorizzativi. Come spiega il presidente Attilio Piattelli, “si è persa un’occasione di condivisione della struttura del decreto con gli operatori di settore, che avrebbero certamente rappresentato le difficoltà che si trovano ad affrontare quotidianamente nel tentativo di portare a termine le autorizzazioni. Questo testo in alcuni casi complica gli iter anziché semplificarli“.

I problemi del testo unico rinnovabili

Gli operatori vedono dunque nella bozza del “Testo unico per le fonti rinnovabili” un’ulteriore complicazione delle procedure in diversi ambiti.

Tra questi:

  • introduzione per tutti i regimi amministrativi del titolo edilizio ai fini dell’autorizzazione e costruzione degli impianti FER: appesantimento di tutti i procedimenti autorizzativi (anche per edilizia libera) e notevole aggravio amministrativo per i Comuni;
  • la normativa consente revamping e repowering degli impianti FER senza ulteriori autorizzazioni, anche in presenza di vincoli paesaggistici: la bozza prevede che anche per questi progetti si debba chiedere una nuova autorizzazione paesaggistica;
  • razionalizzazioni previste alla delega: mancato coordinamento del regime autorizzativo dell’impianto e del regime concessorio della risorsa idrica per gli impianti idroelettrici, mancato coordinamento tra procedimenti autorizzativi per FER e procedure di connessione degli impianti alla rete elettrica e razionalizzazione delle procedure di connessione;
  • mancata considerazione delle previsioni di semplificazione autorizzativa per le aree idonee dal decreto legislativo 199/21 (es. riduzione dei tempi autorizzativi).

A queste carenze, si aggiunge il mancato recepimento di quanto previsto dalla riforma 1 della Missione 7 del PNRR. Nell’ambito dell’adozione del testo unico rinnovabili, si dovrebbero individuare anche le aree di “accelerazione” per le FER e le “norme limite” per i criteri regionali.

Queste e altre problematiche rientrano nel parere del Consiglio di Stato, che segnala il poco sforzo di condivisione con gli addetti e di semplificazione. Ricordando infine che le eventuali abrogazioni di norme specifiche non costituiscono necessariamente una semplificazione del quadro normativo.

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Maria Cecilia Chiappani

Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.
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