Superbonus: serve un cambio di passo del sistema finanziario

A Ecomondo durante l’evento dedicato alla finanza per l’efficienza energetica, il sottosegretario Fraccaro ha parlato del superbonus 110% e degli aspetti chiave (credito d’imposta, ruolo delle banche) per il rilancio dell'edilizia

superbonus e finanza

“Quello della finanza è sicuramente un tema non irrilevante per quanto riguarda il Superbonus 110%, una misura che è stata concepita con due finalità di grande rilevanza: rilanciare l’economia e combattere l’inquinamento”: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, ha colto l’occasione offerta da uno dei numerosi eventi di Ecomondo, la fiera che quest’anno va in scena in modalità digitale, per fare il punto su alcuni aspetti chiave del provvedimento per il rilancio dell’edilizia in chiave green. Ricordiamo che il Superbonus 110% è la maxi agevolazione fiscale prevista dal DL 34/2020, noto come Decreto Rilancio, che ha aumentato al 110% la detrazione fiscale per interventi di efficienza energetica (cappotto termico e sostituzione impianti di climatizzazione invernale), interventi antisismici, installazione di impianti fotovoltaici o infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici su edifici residenziali. Le misure sono valide per le prese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

“Teniamo a mente – ha premesso Fraccaro – che tutto mondo dell’edilizia residenziale ha un’incidenza molto elevata nella produzione di CO2. Basti pensare che le nostre città, con tutte le attività che vi si svolgono, sono responsabili del 70% e più dell’inquinamento complessivo e in questo ambito il 36% delle emissioni nocive è da attribuire alla CO2 generata dagli edifici”.

La ratio finanziaria del Superbonus 110%

L’evento di Ecomondo era dedicato in particolare alla finanza per l’efficienza energetica, ed il sottosegretario ha sottolineato come “il Superbonus è stato previsto al 110% del costo dei lavori perché quel 10% diventa il margine di guadagno che consente al mondo finanziario di anticipare la liquidità attraverso l’acquisto del credito d’imposta. La somma erogata, maggiorata del 10%, verrà poi recuperata in cinque anni ottenendola dallo Stato. Quest’ultimo, grazie a questa sorta di patto con il sistema finanziario, non è così costretto ad accollarsi subito tutto l’importo dei lavori eseguiti in regime di Superbonus”.

Problemi per l’anticipo di liquidità

Da qui una precisazione importante: “Ritengo il guadagno garantito al sistema finanziario sicuramente congruo, visto che con il 10% c’è la possibilità di realizzare una marginalità del 2% annuo superiore, ad esempio, a quella ottenibile con molti titoli di Stato. Il problema, però, sorge quando si rivolgono alle banche, per chiedere di anticipare la liquidità, le molte imprese che non hanno le risorse per provvedere da subito a tutti i costi dell’intervento. Si crea un problema perché negli ultimi anni la capacità di erogare il credito si è legata a certi valori, a loro volta determinanti per il rating degli istituti bancari, che non possono essere soddisfatti da tutte le imprese”.

La solidità professionale

Per questo Fraccaro ha lanciato un vero e proprio appello: “Noi abbiamo bisogno che il sistema bancario non dimentichi quella che è la sua principale funzione, ovvero finanziare il tessuto produttivo, e che quindi anticipi alle imprese la liquidità necessaria applicando dei tassi d’interesse corretti. Quindi, nel caso del Superbonus con il meccanismo del 110% e il credito d’imposta garantito dallo Stato, il sistema finanziario è chiamato ad un autentico cambio di passo, non si deve preoccupare tanto della solidità finanziaria dell’azienda quanto della sua solidità professionale o di quella del consorzio di imprese che eseguono i lavori”.

Superbonus: evitare l’improvvisazione

In quest’ambito emerge però un’altra questione: “Dobbiamo evitare un ulteriore problema, cioè quello dell’improvvisazione. Il Superbonus, infatti, è uno strumento che può attrarre nuovi attori nel modo dell’efficienza energetica, ma questi nuovi arrivati, a cui guardiamo comunque in maniera positiva, devono essere dei soggetti qualificati. Tutto il meccanismo finanziario funziona se i lavori vengono fatti a regola d’arte perché l’obiettivo finale è l’efficientamento energetico, cioè il minor consumo per riscaldamento e elettricità degli edifici”.

La proroga del Superbonus

Inevitabile, poi, il riferimento ad un’altra questione di stretta attualità: “Il percorso di efficientamento energetico, paradossalmente, è iniziato proprio grazie alla pandemia – ha dichiarato il sottosegretario – ma abbiamo il dovere di non interromperlo una volta che il virus sarà sconfitto. Non a caso uno dei temi sul tavolo è quello della proroga del Superbonus. Considerato che in Italia dobbiamo efficientare almeno il 3% annuo dell’edilizia residenziale pubblica e privata, i 15 miliardi all’anno movimentati dal Superbonus rappresentano l’ammontare indispensabile per centrare l’obiettivo”.

Gli obiettivi europei

Obiettivi da raggiungere che naturalmente vanno inseriti nel contesto del continente: “La Commissione europea – ha specificato Fraccaro – quantifica in 185 miliardi annui l’ammontare aggiuntivo degli investimenti necessari sul territorio dell’Unione per la riqualificazione degli edifici. Quindi diciamo che il Superbonus, ritenuto dai più come una misura straordinaria legata all’effetto Covid, in realtà deve trasformarsi in una misura ordinaria, la cui costante applicazione sarà necessaria fino al 2030, ma in realtà fino al 2050 quando andrà raggiunta la neutralità energetica dell’Europa”.

Marco Ventimiglia
Informazioni su Marco Ventimiglia 104 Articoli
Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità