Storage elettrico: il futuro dell’Europa si chiama accumulo

Per raggiungere gli obiettivi al 2030 del Green Deal europeo, in Italia saranno necessari 65 GW di nuova potenza rinnovabile: lo storage elettrico rappresenta un facilitatore della trasformazione energetica

Storage elettrico: il futuro dell'Europa si chiama accumulo

Allo sviluppo di tecnologie per l’accumulo è affidata una parte delle speranze per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo. Lo storage elettrico, che ha grandi capacità installative di FER (fonti di energia rinnovabile), è un facilitatore della transizione energetica. Ecco perché svilupparlo è tanto importante. Il tema non è esclusivamente tecnologico o di servizi che si verranno a creare. Ha a che fare anche con lo sviluppo di politiche atte a incoraggiare investimenti e normare il settore, a livello nazionale ed europeo.
Se n’è discusso durante il webinar Technology Watch di Elettricità Futura (EF) dedicato a “Lo storage elettrico abilitatore della transizione energetica”.

Lo storage elettrico e gli obiettivi europei

Guardare al futuro elettrico in chiave europea è indispensabile, in quanto gli obiettivi anche nazionali al 2030 devono modellarsi sul Green Deal europeo. L’UE ha fissato l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 ad almeno il 55% al 2030 rispetto al 1990. E il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) italiano sviluppato a fine 2019 dovrà essere allineato al nuovo target 2030. Dovrà quindi prevedere:

  • -55% di gas effetto serra
  •  70% di rinnovabili, su consumi lordi di energia elettrica
  •  40% di rinnovabili, su domanda lorda di energia.

Come spiegato da Alessio Cipullo (Elettricità Futura), questo significa la necessità di una capacità incrementale di 65 GW per passare dai 55 GW previsti nel preconsuntivo del 2020 ai 120 GW del target 2030 del Green Deal. Nello specifico dovrà aumentare anche la capacità di accumulo addizionale che il piano italiano aveva previsto di 10 GW.

capacità rinnovabili al 2030
La capacità delle rinnovabili e l’evoluzione al 2030 per raggiungere il target Green Deal

Traguardi impegnativi, dunque, ma il nuovo “patto verde” che l’Unione si è data porterà al settore elettrico italiano una serie di vantaggi:

  • oltre 50 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 evitate
  • 100 miliardi di euro di investimenti per raggiungere i target
  • 90mila nuovi occupati.

«Occorre però un cambio di passo» sottolinea Cipullo, perché se continueremo come stiamo facendo «arriveremo a 120 GW solo nel 2085».

Storage mix di tecnologie: quali le più promettenti?

Lo storage è un mondo molto variegato ed è un mix di tecnologie con caratteristiche diverse delle quali occorre tenere conto. Le più promettenti sono:
– le batterie (stoccaggio elettrochimico)
– i pompaggi idroelettrici (PHS, Pumped Hydro Storage).

Per quanto riguarda le batterie, si stima che entro il 2025 si potrà raggiungere una potenza installata di oltre 40 GW. «Al momento la tecnologia agli ioni di litio è quella preponderante e ci sono tantissime evoluzioni. Uno sviluppo interessante è quello delle batterie allo stato solido che rappresentano la tecnologia più promettente» spiega Cipullo.

Uno dei mercati europei più avanzati in questo campo è proprio l’Italia, aggiunge David Post, presidente di EASE, l’European Association for Storage of Energy. Un mercato che potrebbe quindi essere molto interessante per attrarre numerosi investimenti.

Determinante nei progetti italiani è il supporto di Mise (Ministero dello sviluppo economico), Terna e Arera. «Già nel 2017 Arera diede il via a diversi progetti pilota per avviare lo sviluppo, l’anno seguente, dei primi progetti di storage dedicati, in particolare, alle batterie» spiega Post. «Seguirono nel 2019 i progetti di Terna che, nel 2020, lanciò il Fast Reserve – servizio di regolazione ultra-rapida di frequenza –, con l’assegnazione all’asta di 250 MW».

Installazioni di storage elettrico- previsioni
Installazioni cumulative di batterie in Europa, dati in MW

E mentre lo stoccaggio elettrochimico sta rapidamente guadagnando quote di mercato, in forte crescita sono anche gli impianti di pompaggio idroelettrico. Tanto più se si considera che nel 2020 in tutta Europa la loro capacità installata di stoccaggio è aumenta del 90%, come ricorda Brittney Elzarei (EASE). La manager sottolinea quanto siano fondamentali una politica e una regolamentazione comuni in Europa su questi temi, senza dimenticare la necessità che ogni Stato membro dell’UE implementi il pacchetto sull’energia pulita all’interno del proprio diritto nazionale.

Si tratta di obiettivi che devono essere comuni e condivisi. Ancora una volta l’accumulo d’energia rappresenta un tassello fondamentale per la transizione energetica e a tale proposito, Elzarei ricorda come EASE abbia identificato 10 priorità per il settore dello storage. L’intento è dare impulso alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie per l’accumulo elettrico, sostenendo gli investimenti nel settore. Incentivare il mercato a livello di tecnologie e di servizi. E ancora spingere l’integrazione dello storage nelle politiche comunitarie e nazionali.

Informazioni su Raffaella Quadri 37 Articoli
Giornalista freelance, lavora da anni nel campo della comunicazione, in particolare nei settori tecnico industriali – tra cui l'elettrico e il comparto delle tecnologie –, esperienza che le ha permesso di sviluppare un approccio multisettoriale.