Riformare il mercato elettrico per permettere la transizione energetica

Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e dare concretezza alla transizione energetica è necessario modificare il sistema energetico: le sei priorità individuate da Italia Solare

Riformare il mercato elettrico per permettere la transizione energetica

Alla luce degli obiettivi della transizione energetica è necessario riconsiderare i criteri del capacity market e i progetti pilota per l’apertura del mercato dei servizi, oltre a porre grande attenzione al processo di definizione del Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico (TIDE). Italia Solare ha individuato alcuni punti su cui è necessario intervenire: creare le condizioni per la transizione energetica, rivedere il mercato della capacità, garantire la piena trasparenza dei costi e valorizzare il ruolo dei sistemi di accumulo.

“Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e dare concretezza alla transizione energetica si rendono necessari alcuni cambiamenti all’interno del sistema energetico, a partire dal mercato della capacità che necessita di piena apertura alle rinnovabili, alla domanda e allo storage, valorizzando adeguatamente il contributo che le FER sono in grado di fornire in termini di adeguatezza e sicurezza del sistema” ha sottolineato Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare.

6 priorità per la transizione energetica

Italia Solare ha indicato sei priorità per consentire alle rinnovabili di penetrare nel mercato e consentire quindi l’avvio della transizione energetica:

  1. disciplina del mercato per il servizio di dispacciamento: occorre pianificare l’introduzione di misure in grado di rimuovere le posizioni di potere di mercato presenti anche con un adeguato sviluppo della rete di trasmissione, inteso anche come installazione di dispositivi in grado di garantire servizi di rete come la regolazione di tensione
  2. domanda: abilitare e valorizzare il contributo della domanda per l’erogazione di servizi ancillari, anche attraverso forme sperimentali di autobilanciamento
  3. evoluzione ruolo distributori: non più semplici facilitatori ma gestori del bilanciamento locale. Il ruolo ricoperto dalla generazione distribuita richiede peraltro che tutti gli impianti di produzione siano monitorati e gestiti, attraverso la dotazione di apposita strumentazione
  4. sistemi di accumulo: rimuovere definitivamente gli attuali limiti alla loro diffusione. I progetti pilota hanno dimostrato che la condizione di mercato attuale in cui i sistemi di stoccaggio devono operare non sono adeguati, sia in termini di incentivi sia in termini di regolamentazione – è indispensabile favorire lo sviluppo di sistemi di storage stand-alone e/o presso impianti di produzione da fonti rinnovabili e siti di consumo, non certo presso le grandi centrali termoelettriche. Fondamentale importanza riveste anche la definizione di specifici servizi, utili al sistema, in grado di valorizzare appieno le potenzialità dello storage.
  5. costi della transizione energetica: per garantire piena trasparenza è necessario sviluppare analisi previsionali e garantire rendicontazioni dei costi per la transizione energetica
  6. impatti positivi derivanti dal previsto superamento del PUN a favore di un prezzo più attinente alle dinamiche locali, quale prezzo di riferimento per la valorizzazione dei prelievi di energia dalla rete.

Questi i punti presentati ad Arera per dare un forte impulso alla transizione energetica.

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