Recovery Plan, ultimo treno per la digitalizzazione del Paese

Previsti 19 miliardi per l'attuazione del progetto "Transizione 4.0" destinato alle imprese. Più di 11 miliardi stanziati invece per la Pubblica Amministrazione nella bozza del Recovery Plan

Una delle componenti più importanti inserite nel Recovery Plan, nonché fortemente richiesta dall’Unione Europea che eroga le risorse disponibili a fondo perduto o come prestiti, è quella relativa alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e del sistema produttivo del Paese. Un intervento atteso a Bruxelles, perché l’Italia ha purtroppo accumulato negli anni un pericoloso ritardo che grava sempre di più sulla competitività e sull’efficienza.

Digitalizzazione per la Pubblica Amministrazione

Il capitolo del Recovery Plan relativo alla Pubblica Amministrazione è denominato “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella P.A.” con la previsione di risorse per un ammontare complessivo di 11,45 miliardi di euro. E per comprendere meglio la logica con cui verranno spesi questi soldi viene in aiuto una dichiarazione di intenti preliminare.

“La realizzazione degli obiettivi di crescita digitale e di modernizzazione della P.A. – si legge nel documento – costituisce una chiave di rilancio del sistema Paese. Questa componente si sostanzia da un lato nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e nel rafforzamento delle competenze digitali del personale della P.A., dall’altro nel rafforzamento e nella riqualificazione del capitale umano nella P.A. e in una drastica semplificazione burocratica”.

Obiettividigitalizzazione della Pubblica Amministrazione- Recovery Plan

Sviluppo di un cloud nazionale

Una serie di obiettivi da raggiungere innanzitutto con lo sviluppo di un cloud nazionale e la effettiva interoperabilità delle banche dati delle P.A., processi che avverranno in parallelo e in sinergia con il progetto GAIA-X, ovvero il forum di standardizzazione europeo per definire i protocolli di funzionamento dei servizi in cloud, un ambito nel quale l’Italia intende avere un ruolo di primo piano. Per completare il percorso delle riforme il Recovery Plan prevede anche lo sviluppo di un “Programma di innovazione strategica della P.A.” oltre che il potenziamento di “capitale umano e digitalizzazione del sistema giudiziario italiano al fine di accelerare lo smaltimento del pregresso”.

Digitalizzazione delle imprese: progetto Transizione 4.0

Ancor più corposo, in relazione alle risorse disponibili, il capitolo denominato “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo“. Infatti, si arriva ad un totale di 26,73 miliardi da spendere, la maggior parte dei quali assorbiti dalla realizzazione del progetto “Transizione 4.0” (18,98 miliardi) e dallo sviluppo di Banda Larga, connessioni veloci, 5G e monitoraggio satellitare (8,40 miliardi complessivi).

Transizione 4.0 riguarda l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese. In particolare, i relativi incentivi fiscali saranno riservati “alle imprese che investono in beni strumentali, materiali ed immateriali, necessari ad un’effettiva trasformazione digitale dei processi produttivi, nonché alle attività di ricerca e sviluppo connesse a questi investimenti. Si prevedono inoltre progetti per sostenere lo sviluppo e l’innovazione del Made in Italy, delle catene del valore e delle filiere industriali strategiche, nonché la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle imprese, anche attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari a leva”.

Suddivisione spesa digitalizzazione industria

Banda Ultra Larga e fibra ottica

Per quanto riguarda la connettività, il Recovery Plan sottolinea come il nostro Paese si posiziona attualmente soltanto al 17° posto nell’ambito delle 28 nazioni aderenti all’Unione Europea. Ed ancora, il tasso di copertura delle famiglie italiane con reti ultra-veloci risulta essere pari al 24% rispetto a una media UE28 più che doppia, il 60%.

Da qui il documento parte con l’individuazione di vari interventi per la riduzione del digital divide. Tra le principali linee di progetto viene indicato il “Piano Italia 1 Gbit/s” che prevede il completamento del progetto Banda Ultra Larga, “con iniziative per il collegamento all’utente finale delle connessioni ultraveloci e la sua estensione alle nelle aree grigie”. C’è poi la copertura con fibra ottica “in realtà pubbliche ritenute prioritarie (completamento Piano scuole; piano sedi della sanità; piano fibra per parchi naturali; piano fibra per musei e siti archeologici)”.

5G e monitoraggio satellitare

Sempre in tema di connettività viene prevista l’installazione di fibra per il 5G lungo le vie di comunicazione extra-urbane, nonché la diffusione di reti 5G negli impianti sportivi pubblici. Infine, il documento fa riferimento alla realizzazione di un progetto ambizioso, ovvero “il lancio di una costellazione satellitare per il monitoraggio della Terra (ottico e via radar) ad elevata risoluzione con la relativa realizzazione dell’infrastruttura di terra per il controllo della costellazione e la costituzione di un istituto per il monitoraggio ambientale e di difesa del territorio, tramite sistemi di Intelligenza Artificiale e high speed computing“.

Informazioni su Marco Ventimiglia 155 Articoli
Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità