Nuove indicazioni del governo su Recovery Plan e spesa green

Le novità nella seconda versione del documento atteso dall'Unione Europea. 223 miliardi da spendere, oltre la metà per digitalizzazione e transizione ecologica

Recovery Plan: digitalizzazione e transizione ecologica

Poche settimane fa vi abbiamo dato conto dei molti risvolti green contenuti in “Next Generation Italia“, ora ribattezzato come Recovery Plan, ovvero il documento messo a punto dal governo italiano relativo all’impiego degli ingenti fondi messi a disposizione dal Recovery Fund europeo. Ebbene, è adesso opportuno tornare sull’argomento perché l’esecutivo, incalzato dalle istituzioni Ue oltre che da varie forze politiche, ha rimesso mano al testo apportando modifiche ed approfondendo vari capitoli, compresi quelli relativi alla digitalizzazione e alla transizione ecologica.

Strategia su tre assi per l’impiego delle risorse

Nella sua versione aggiornata il Recovery Plan indica una strategia su tre assi per l’impiego delle risorse comunitarie. Si tratta di digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale. In particolare, sui primi due temi viene sottolineato come “l’opzione strategica, condivisa in sede europea, di indirizzare l’azione coordinata di rilancio degli investimenti, per accompagnare i Paesi membri lungo il sentiero della transizione ecologica e digitale è testimoniata dalla previsione di vincolare a interventi green e digital una quota non inferiore rispettivamente al 37% e al 20% del totale degli stanziamenti del RRF”.

Va ricordato che la sigla RRF sta a indicare il Recovery and resilience facility, ovvero lo strumento cardine del Recovery Fund europeo che mira a mitigare l’impatto economico e sociale della crisi legata al Covid-19 e, contemporaneamente, ad affrontare le sfide a lungo termine dell’Unione europea. Un programma imponente che prevede risorse complessive a disposizione dei Paesi membri pari a 672,5 miliardi di euro, di cui 360 miliardi in forma di prestiti e 312,5 miliardi in forma di sovvenzioni.

Risorse per digitalizzazione e transizione ecologica nel Recovery Plan IT

115 miliardi per la transizione ecologica e digitale

E se l’Italia è destinata a recitare la parte del leone nell’impiego dei fondi comunitari, con una quota pari a 222,9 miliardi di euro, altrettanto può dirsi per la transizione ecologica e digitale nell’utilizzo nazionale di queste risorse, con almeno 115 miliardi di euro, più della metà del totale, che verranno destinati alla realizzazione delle strategie relative ai primi due assi del Recovery Plan.

Per quanto riguarda l’asse della digitalizzazione e l’innovazione, Next Generation Italia prevede una spesa totale di 46,18 miliardi di euro da ripartirsi su tre componenti.

La prima riguarda la digitalizzazione e la modernizzazione della pubblica amministrazione (11,45 miliardi) attraverso “un programma di innovazione strategica, realizzando un cambiamento strutturale che rafforzi la P.A. italiana in maniera organica e integrata, ai diversi livelli di governo, creando una amministrazione capace, competente, semplice e smart, in grado di offrire servizi di qualità ai cittadini e alle imprese e di rendere più competitivo il sistema-Italia”.

Incentivi fiscali per la digitalizzazione delle imprese

La seconda componente è quella relativa alle imprese (26,73 miliardi per la Transizione 4.0) con la realizzazione di reti ultraveloci in fibra ottica, 5G ed investimenti per il monitoraggio satellitare. In quest’ottica, specifica il Recovery Plan, “gli incentivi fiscali sono riservati alle imprese che investono in beni strumentali, materiali ed immateriali, necessari ad un’effettiva trasformazione digitale dei processi produttivi, nonché alle attività di ricerca e sviluppo connesse a questi investimenti”.

La terza componente della digitalizzazione e innovazione (8 miliardi) riguarda il sistema turistico e culturale del Paese con “la modernizzazione delle infrastrutture materiali e immateriali, la formazione ed il potenziamento delle strutture ricettive attraverso investimenti in infrastrutture e servizi turistici strategici e il finanziamento dei progetti dei Comuni per investimenti sui luoghi identitari del proprio territorio”.

Le quattro componenti della transizione ecologica

Sono invece quattro le componenti che caratterizzano l’asse della transizione ecologica per quella che è la posta maggiore fra tutte quelle inserite nel Recovery Plan, ben 68,90 miliardi. La prima, denominata Impresa verde ed economia circolare, prevede l’impiego di 6,3 miliardi di euro. Risorse per “puntare da un lato a conseguire una filiera agroalimentare sostenibile, migliorando la logistica e competitività delle aziende agricole e le loro prestazioni climatico-ambientali. Dall’altro lato per lo sviluppo di impianti di produzione di materie prime secondarie”.

La seconda componente, Transizione energetica e mobilità sostenibile, ha come obiettivo l’aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e lo sviluppo di una filiera industriale in questo ambito, inclusa quella dell’idrogeno (18,22 i miliardi destinati). Un contributo rilevante è previsto dalla realizzazione dei parchi eolici e fotovoltaici offshore. Inoltre, “una specifica linea di azione è rivolta allo sviluppo della mobilità sostenibile attraverso il potenziamento delle infrastrutture per il trasporto rapido di massa e delle ciclovie”. Previsto anche “un imponente rinnovamento del parco circolante di mezzi per il trasporto pubblico locale”.

Quasi 30 miliardi per efficienza e riqualificazione edilizia

Ancor più ingenti (29,35 miliardi) le risorse previste per la terza componente, Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici. L’obiettivo è appunto quello dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e privato con la contestuale messa in sicurezza e digitalizzazione delle strutture. Un lavoro enorme, nel quale la priorità sarà data alle scuole, agli ospedali e alle case di edilizia popolare.

Infine la quarta componente della transizione ecologica, denominata Tutela del territorio e della risorsa idrica. Quindici miliardi destinati “a rilevanti interventi sul dissesto idrogeologico, sulla forestazione e tutela dei boschi, sugli invasi e la gestione sostenibile delle risorse idriche e sulle infrastrutture verdi urbane”.

Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità