Progetto PlatOne per rendere la rete elettrica “resistente” alle rinnovabili

La transizione green comporterà una colossale e crescente domanda di energia elettrica alla quale l’Europa vuole rispondere con innovativi meccanismi di flessibilità: il progetto PlatOne

Progetto PlatOne per rendere la rete elettrica “resistente”

E se invece che entrare nell’era delle rinnovabili andassimo incontro all’era dei black-out? Per quanto provocatoria, trattasi di domanda che poggia su qualche fondamento. Infatti, restringendo il discorso alla mobilità, non ci vuole un genio per capire che un settore dei trasporti completamente libero dai motori termici farebbe collassare in un attimo l’attuale rete elettrica incapace di sostenere la colossale domanda di ricarica dei veicoli. Ovviamente una situazione del genere non si verificherà dall’oggi al domani e quindi gli anni venturi vanno sfruttati per adeguare capacità e funzionamento delle reti di distribuzione dell’energia. Di questo si occupa, in ambito europeo, il progetto PlatOne (PLATform for Operation of distribution Networks) che ha “l’obiettivo di sviluppare e testare una soluzione tecnologica d’avanguardia in grado di abilitare i meccanismi di flessibilità energetica all’interno di un mercato aperto e inclusivo”.

progetto PlatOne (PLATform for Operation of distribution Networks)

Sfida lanciata dall’Unione europea

In pratica, il progetto raccoglie un’ambiziosa sfida lanciata dall’Unione Europea: rispondere alla crescente esigenza di mitigare nel breve e lungo periodo le congestioni di rete, dovute alla sempre maggiore penetrazione di energia elettrica da fonti rinnovabili a generazione variabile e di sistemi di riscaldamento, raffreddamento e mobilità elettrica.

A sostenere l’iniziativa, cha ha un orizzonte temporale di quattro anni, c’è un partenariato transnazionale composto da dodici partner pubblico-privati: Acea Energia, Areti, Apio, Avacon, BAUM, Engineering, E.DSO, Hedno, Politecnico di Atene NTUA, RSE, Siemens. Soggetti che sono provenienti da Italia, Grecia, Belgio e Germania, e vengono coordinati dall’Università tedesca di Aachen (RWTH Aachen University).

PlatOne, previsto anche l’impiego della blockchain

In particolare, il progetto prevede, anche attraverso l’impiego della blockchain, di modificare il modello commerciale di gestione dei consumi energetici e trasformare il cliente in un partner che offre servizi di flessibilità e contribuisce a garantire l’equilibrio tra domanda e offerta di energia a beneficio dell’intera comunità. I promotori sottolineano quindi la capacità di PlatOne nel promuovere “un nuovo approccio di gestione della rete per ottimizzarne il funzionamento e renderla maggiormente stabile e resiliente anche in presenza di grandi produzioni di energia da fonti rinnovabili. Questo grazie alla combinazione di misure di flessibilità, come accumuli, tecnologie domotiche e automazione”.

Nel complesso sono previsti investimenti per ricerca e interventi innovativi sulle reti elettriche, sulle piattaforme di mercato e sugli strumenti di interfaccia per un valore di 9,5 milioni di euro, di cui 7,5 milioni finanziati dalla Commissione Europea. Il Gruppo Acea investirà in totale nel progetto circa 1,4 milioni, importo già previsto nel piano industriale 2019–2022 per lo sviluppo delle proprie reti.

Acea pilota italiano del progetto

E proprio Acea – attraverso Areti e Acea Energia, insieme a Siemens, Engineering e la startup Apio – è responsabile per il coordinamento del cosiddetto “pilota italiano” del progetto con un programma che è stato attivato per la prima volta in via sperimentale sulla rete di distribuzione di Roma. Infatti, dal luglio scorso questo modello innovativo di gestione dei consumi energetici è stato implementato sulle utenze di dieci clienti nelle zone di Roma Eur, Centocelle, Villaggio Olimpico e presso lo Smart Village del Centro Ricerche Enea della Casaccia.

Pilota italiano del progetto che proseguirà ora con lo sviluppo di funzionalità sempre più efficienti e con il coinvolgimento di un numero crescente di clienti. Soluzioni, come tutte quelle individuate da PlatOne, che saranno poi condivise con la comunità scientifica, i maggiori stakeholder di settore e gli utenti finali, nonché implementate in tutti i Paesi partecipanti

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità