Progetto Anticss contro la manipolazione dei test prodotto

Il progetto Anticss nasce per contrastare le false informazioni sull’impatto ambientale dei prodotti e l’elusione delle normative sull’etichettatura energetica e l’ecodesign. Fattore cruciale, i metodi di misura utilizzati in laboratorio

Progetto Anticss contro la manipolazione dei test prodotto

L’enorme sfida della transizione energetica si gioca anche sui numeri. Da un lato ci sono le cifre relative alle rinnovabili e ai loro benefici, dall’altro tutta la statistica legata al vecchio ed inquinante mondo del fossile, nel mezzo un’altra gigantesca serie di dati e rilevazioni assortite. Numeri per forza di cosa molto diversi fra loro ma che devono avere assolutamente un elemento in comune, l’attendibilità…

Il pericolo delle false informazioni, infatti, è un elemento di cui occorre tener conto, tanto più considerando che questo rischio diviene inevitabilmente sempre maggiore man mano che aumenta la posta in gioco. Ad esempio, del peso delle fake news relative al cambiamento climatico si è recentemente occupata ENEA nel corso della Pre-COP 26 svoltasi recentemente a Milano.

Un altro aspetto, vale a dire l’identificazione e la prevenzione della possibile manipolazione dei test di conformità dei prodotti legati all’energia, falsandone quindi i risultati – si pensi, ad esempio, al clamoroso caso “dieselgate” -, è invece l’obiettivo del progetto europeo Anticss (Anti-Circumvention of Standards for better market Surveillance).

Progetto Anticss: coinvolti 8 Paesi e 19 istituzioni

L’iniziativa ha coinvolto ricercatori di 19 istituzioni appartenenti a otto Paesi dell’Unione europea (Austria, Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna). In particolare, per l’Italia hanno partecipato ENEA, la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, l’Istituto Italiano del Marchio di Qualità (IMQ), quest’ultimo come laboratorio di prova e misura.

In particolare, sono due le strade indicate dai ricercatori del progetto Anticss per porre un freno all’elusione della normativa sull’etichettatura energetica e l’ecodesign. In primo luogo occorrerebbe ampliare in sede dell’Unione europea la definizione di elusione che attualmente identifica soltanto i software “nascosti” impiegati per ottenere valutazioni più favorevoli manipolando i risultati dei test di laboratorio.

L’altro elemento rilevante di contrasto all’elusione è invece di tipo normativo. Bisognerebbe infatti fornire alle singole Autorità nazionali di vigilanza del mercato una base giuridica per utilizzare dei metodi di misura modificati in grado di rilevare un’eventuale elusione. “L’Unione Europea – ha dichiarato la responsabile del progetto Anticss, Kathrin Graulich dell’Oeko-Institut – dovrebbe porre fine alla possibilità di eludere la legislazione e le norme il più rapidamente possibile”.

La metodologia dell’indagine

Il gruppo di ricerca di Anticss ha utilizzato proprio questi metodi di misura modificati ad hoc per analizzare numerosi casi sospetti all’interno di otto diversi gruppi di prodotti. Nel dettaglio, quattro laboratori in Germania, Italia, Olanda e Spagna hanno sottoposto a prova 24 prodotti selezionati. Risultato, sei di loro hanno mostrato un comportamento elusivo o al limite dell’elusione del test di laboratorio.

Progetto Anticss test su alcuni prodotti

Si tratta di un risultato allarmante, come peraltro sottolineato da questa considerazione inquietante: se questi comportamenti di elusione dei test fossero praticati in maniera diffusa, la prevista diminuzione annuale delle emissioni di CO2 dovuta alla migliore efficienza degli apparecchi coinvolti potrebbe ridursi di circa 200 mila tonnellate rispetto a quanto previsto in base ai dati ufficiali.

“Non si tratta soltanto della possibile perdita del potenziale risparmio energetico – ha commentato la ricercatrice dell’ENEA, Milena Presutto -. Infatti, ingenerare mancanza di fiducia dei consumatori e degli stessi produttori in due strumenti legislativi, ecodesign ed etichettatura energetica, la cui efficacia è invece acclarata e consolidata, produrrebbe un danno incalcolabile”.

Per maggiori informazioni è possibile scaricare il report in PDF del progetto Anticss.

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità