Settore illuminazione, più ombra che luce all’orizzonte

Assil misura l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulle aziende italiane del settore illuminazione. E come possiamo immaginare, non porta buone notizie

Settore illuminazione: survey Assil sull'emergenza covid-19

Cresce la preoccupazione per il futuro dell’industria made in Italy: tra blocchi produttivi, timori e incertezze anche il settore illuminazione prova a fare i conti con la pandemia. Una prima fotografia del momento, decisamente critico, viene dall’ultima indagine Assil – Associazione Nazionale Produttori Illuminazione federata Anie Confindustria -, condotta per valutare le ripercussioni dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sulle imprese associate.

Alla base, un paniere che copre 2,8 miliardi di fatturato, 8.700 addetti e il 65% del mercato italiano dell’illuminazione. Analizziamone i preoccupanti scenari presenti e futuri.

Settore illuminazione: la capacità produttiva è dimezzata

Le aziende italiane del lighting hanno evidenziato un quadro sostanzialmente negativo derivante dal protrarsi dell’epidemia: solo il 12,8% è totalmente operativo, mentre il 15,4% dichiara la chiusura completa.

Le imprese Assil evidenziano un quadro sostanzialmente negativo derivante dal protrarsi dell’epidemia

Tra le realtà produttive parzialmente aperte, pari al 71,8% del campione, si garantiscono spedizioni, ricevimento merci, progettazione e Ricerca e Sviluppo. Ma la capacità produttiva è più che dimezzata per il 60,9% delle aziende, con conseguente impatto sia sulla riduzione del fatturato sia sul fronte delle risorse umane.

Settore illuminazione: la situazione secondo Assil

I principali problemi e come risolverli

Le principali problematiche evidenziate dalle imprese Assil riguardano:

  • rallentamento della domanda di beni e servizi;
  • difficoltà nel reperimento delle materie prime;
  • problemi nei pagamenti da parte dei clienti;
  • mancanza di liquidità, per garantire il funzionamento dell’azienda;
  • difficoltà nel reperimento di DPI, indispensabili per lavorare.

Per fronteggiare le criticità, le aziende si sono subito organizzate per attivare il telelavoro e solo il 5,1% ha dichiarato di non essersi convertito allo smart working. Ma se consideriamo che le imprese Assil sono prevalentemente attive nella produzione di beni, è evidente che questo dato non basta per migliorare il quadro generale della situazione produttiva. Il 74,4% delle aziende ha infatti dovuto “cedere” agli ammortizzatori sociali, il 49% ha aderito alle misure di sostegno promosse dal governo e il 5,1% delle realtà intervistate prevede di non riuscire a superare la crisi.

Quale futuro per la luce italiana?

Visto il presente, anche le previsioni sul fatturato 2020 sono alquanto pessimistiche. Il 46,2% delle aziende prevede, infatti, un calo compreso tra il 30 e 50% nel primo semestre, mentre il 51,5% si attende una flessione oltre il 30%, vanificando di fatto segnali positivi di inizio anno.

Particolarmente nefasta per il settore illuminazione, la mancata partecipazione a eventi e fiere. Lo conferma il 70% delle realtà imprenditoriali Assil. Per questo risultano già “in pista” piani straordinari legati soprattutto a canali di vendita alternativi (56,4% delle aziende) e nuove strategie per l’export (48,7%).

Settore illuminazione: le azioni delle aziende per superare l'emergenza

Il ruolo del Governo: proposte e aspettative

Infine, alla domanda “quali ulteriori strumenti/provvedimenti ritenete dovrebbero essere promossi dalle istituzioni per il sostegno alle imprese e al mercato?” le risposte sono molte e variegate. Le aziende dichiarano di essere pronte a lavorare a pieno ritmo, avendo predisposto tutte le misure di sicurezza per garantire l’attività produttiva e la tutela dei propri collaboratori.

Alla volontà di ripartire velocemente si aggiungono richieste legate a:

  • immissione di liquidità attraverso prestiti garantiti dallo stato;
  • estrema semplificazione delle procedure burocratiche;
  • detassazione totale delle spese di investimento e assunzione;
  • agevolazione per le aziende con produzione diretta o di filiera sul territorio;
  • sostegno a investimenti pubblici e privati;
  • fiscalità semplificata, accesso al credito e finanziamenti per innovazione;
  • defiscalizzazione oneri e premi alle aziende che non licenziano;
  • sovvenzioni e finanziamenti a fondo perduto per riqualificazione;
  • ulteriori congedi e ammortizzatori sociali;
  • ridefinizione e parcellizzazione delle misure erariali.

“A livello europeo – commenta il presidente di Assil Massimiliano Guzzini –, attraverso l’associazione LightingEurope chiediamo che regole e investimenti siano fondati su una valutazione realistica della situazione economica che caratterizzerà l’Unione Europea dopo la pandemia, affinché la competitività dell’industria, in Ue come a livello globale, risulti rafforzata”.

In Italia serve invece definire in modo chiaro i comparti manifatturieri che rappresentano una leva strategica per le esportazioni. Tra questi anche l’illuminazione, eccellenza produttiva apprezzata in tutto il mondo.

 

Informazioni su Maria Cecilia Chiappani 435 Articoli
Copywriter e redattore per riviste tecniche e portali dedicati a efficienza energetica, elettronica, domotica, illuminazione, integrazione AV, climatizzazione. Specializzata nella comunicazione e nella promozione di eventi legati all'innovazione tecnologica.