Neutralità tecnologica nel percorso verso la decarbonizzazione

Pompe di calore, solare termico e caldaie possono contribuire in modo significativo alla transizione energetica, a patto di “collaborare” tra loro attraverso un corretto dimensionamento degli impianti
Impianto residenziale riscaldamento ACS

Il tema della neutralità tecnologica è già stato ampiamente dibattuto. È evidente come la transizione energetica richieda un approccio flessibile rispetto alle tecnologie da adottare, il tutto in funzione di molteplici fattori: tipologia di impianti, specifici casi applicativi, disponibilità economica, fattibilità tecnica ecc.

Pompe di calore, caldaie a metano (in futuro a idrogeno) e solare termico non sono antagonisti in questo complesso percorso verso la decarbonizzazione, ma alleati. Ciascuno con le proprie peculiarità, punti di forza e limiti.

Questa logica è emersa con forza in occasione dell’evento “Normative e incentivi per le pompe di calore: ci sarà uno scenario post caldaie? Cosa sta succedendo?”, ospitato da SGR all’interno di KEY 2025. A discuterne, Matteo Refosco (Business Development Section Manager di Mitsubishi Electric divisione climatizzazione), Simone Cruciani (Sales Area Director di Ariston) e Zeno Benciolini (direttore tecnico di Pleion).

Il futuro di pompe di calore, caldaie e solare termico

Una prima, sostanziale differenziazione la fa Matteo Refosco: stiamo parlando di nuovo o di riqualificazione?

“Il divario è enorme, perché partendo da zero si possono organizzare le soluzioni esattamente come si vuole, mentre intervenire su un edificio già presente (e magari costruito parecchi decenni prima) comporta un altro ragionamento” spiega il Business Development Section Manager di Mitsubishi Electric.

Conferenza SGR Pompe di calore scenario post caldaie
Da sinistra: Matteo Refosco (Business Development Section Manager di Mitsubishi Electric divisione climatizzazione), Zeno Benciolini (direttore tecnico di Pleion), Simone Cruciani (Sales Area Director di Ariston)

D’altro canto, le pompe di calore sono molto efficienti e sfruttano l’elettricità per funzionare: due grandi punti a loro vantaggio. Ma hanno ancora bisogno di essere incentivate, come raccontano i numeri esposti da Simone Cruciani di Ariston. Il mercato in Italia ha visto circa 90.000 pompe di calore installate nel 2024 (79.000 idroniche e 11.000 ibride), ma il record del 2022 di 300.000 macchine resta molto lontano proprio a causa dei ridotti incentivi.

Concorda sulla necessità di incentivare l’installazione di tecnologie più efficienti anche Zeno Benciolini di Pleion, con una precisazione: è importante ragionare in un’ottica a medio/lungo termine, poiché erogarli come è stato fatto finora rischia di essere controproducente. Il nuovo conto termico, che presto verrà varato, dovrebbe dare un po’ di respiro agli investimenti relativi sia alle pompe di calore, sia agli impianti solari termici.

Perché la neutralità tecnologica è importante

In Italia ci sono circa 11 milioni di abitazioni mono o bifamigliari, nelle quali la tecnologia della pompa di calore potrebbe trovare applicazione con relativa facilità. In condominio, invece, le cose si complicano: tra pompa di calore e serbatoio di accumulo dell’acqua calda sanitaria potrebbe non essere altrettanto agevole trovare il posto per posizionare macchine e impianti.

Quella delle caldaie è una tecnologia ormai matura, ma che può offrire ancora interessanti opportunità. Cruciani di Ariston ne è convinto: “I combustibili tradizionali usati oggi hanno dei limiti, ma stiamo già lavorando nella direzione dell’idrogeno. Inoltre, non sappiamo quali altri combustibili avremo a disposizione tra 5 o 10 anni. Infine, sappiamo che le vecchie caldaie sono facilmente aggiornabili con nuovi modelli, più efficienti e meno impattati sull’ambiente, quindi a maggior ragione sarà bene considerarle come una tecnologia in grado di farci fare un ulteriore passo verso la decarbonizzazione, magari in soluzioni ibride. L’elettricità è decisamente il futuro, ma in attesa che si concretizzi il passaggio verso questa fonte di energia sarà necessario sfruttare al meglio ciò di cui già disponiamo”.

Da questo punto di vista, come ha ricordato Zeno Benciolini, il solare termico può essere un prezioso alleato nell’ottica di un approccio votato alla neutralità tecnologica: collaborando insieme a fotovoltaico, pompa di calore e caldaia, un impianto correttamente dimensionato e bilanciato è in grado di offrire comfort, efficienza e massima attenzione all’ambiente.

Su una questione sono tutti concordi: sarà necessario fare più cultura e formazione su chi installa le macchine, su chi le mantiene e anche su chi le utilizza.

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Andrea Pagani

Giornalista tecnico, da 25 anni mi occupo della realizzazione di prodotti editoriali (carta, video, web) per vari settori applicativi: dal manifatturiero all'impiantistica, fino all'e-mobility.
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