
Era il non lontano dicembre 2021 quando Italy for Climate aveva illustrato il suo pacchetto di ben 40 proposte, articolato in ogni settore economico, per conseguire gli obiettivi di una roadmap che consentirebbe all’Italia di arrivare al 2030 con:
Ed allora non mancarono coloro che reputarono fin troppo ambizioso il piano di Italy for Climate, quest’ultima l’iniziativa della Fondazione per lo sviluppo sostenibile nata “allo scopo di supportare la transizione verso un’economia carbon neutral e di promuovere un dibattito diffuso e informato sui temi del clima e dell’energia in Italia”.
Ebbene, sono trascorsi solo pochi mesi e invece quel pacchetto appare già insufficiente, alla luce degli sconvolgimenti bellici ed economici del 2022, tanto che Italy for Climate ha deciso di aggiornarlo con altre tre nuove proposte operative e prioritarie, presentate durante la recente Conferenza Nazionale sul Clima svoltasi a Roma.
Tre proposte – coerenti con il piano europeo REPowerEU e rivolte a governo, istituzioni, imprese e cittadini – che si propongono di aver un impatto rilevante in tempi relativamente brevi. Infatti, la stima di Italy for Climate indica nei prossimi tre anni un risparmio di oltre 15 miliardi di metri cubi di gas con un taglio di quasi 40 milioni di tonnellate di gas serra.
Queste le azioni “aggiuntive” da mettere in atto:

“Con il REPowerEU – ha affermato Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile e promotore di Italy for Climate – la Commissione Europea ha delineato obiettivi concreti che anche l’Italia deve implementare con un piano che acceleri l’elettrificazione e lo sviluppo delle fonti rinnovabili per raggiungere il nuovo target al 2030, che alza dal 40% al 45% la quota rinnovabile del consumo complessivo di energia”.
Quindi, per Ronchi è fondamentale “ridisegnare e rendere più incisivo il Superbonus per promuovere prioritariamente interventi integrati di elettrificazione totale delle abitazioni, coinvolgere di più i cittadini, le città e le Regioni nel percorso della transizione energetica. Infine, fondamentale dotarsi di una legge per il clima che fornisca un quadro certo e vincolante da qui al 2050, definendo target specifici, anche a livello dei singoli settori”.
Andando a vedere più da vicino le tre nuove proposte di Italy for Climate, per quanto attiene l’elettrificazione dei consumi si tratta di “un driver fondamentale della transizione energetica, ma soltanto se associata alla progressiva decarbonizzazione del kWh, grazie alle fonti rinnovabili”. E per raggiungere l’85% da fonti rinnovabili occorre passare da tre step ben precisi.
Innanzitutto, è necessaria una revisione del quadro normativo, con l’adozione dei nuovi target europei, la classificazione delle fonti rinnovabili come “materia di interesse pubblico prevalente”, l’individuazione delle “aree di riferimento” con iter autorizzativi semplificati e della durata inferiore a un anno.
C’è poi l’iniziativa denominata “tetti solari”, con introduzione di uno sportello unico e iter amministrativo inferiore ai tre mesi, obbligo di solarizzazione dei tetti commerciali e pubblici entro il 2027, promozione dell’elettrificazione, dei prosumer e la diffusione dei sistemi di accumulo.
Ed ancora, la diffusione delle rinnovabili passa anche dall’attivazione di “comunità e territori, promuovendo un ruolo attivo di regioni e comuni nella lotta al cambiamento climatico, introducendo l’obbligo per le Amministrazioni comunali di monitorare e rendicontare, di valutare i potenziali locali, di fissare target e obiettivi a medio e lungo termine, di promuovere le comunità energetiche rinnovabili”.
Nel corso della Conferenza Nazionale sul Clima è stato sottolineato come il meccanismo del Superbonus, ormai in vigore da circa due anni, purtroppo non ha prodotto risultati sufficienti nell’ottica della riduzione dei consumi energetici e della decarbonizzazione.
Nel dettaglio, a maggio del 2022 sono stati realizzati 170mila interventi con 30 miliardi di euro di finanziamenti che hanno interessato circa 500mila abitazioni (meno del 2% del totale nazionale, secondo la stima di Italy for Climate) e prodotto un risparmio non superiore a 400 mila tep. Quest’ultimo equivale a meno dell’1% del consumo energetico degli edifici in Italia e dello 0,4% di tutti i consumi energetici finali nazionali.
Da qui la richiesta di puntare con più forza sull’elettrificazione degli edifici residenziali attraverso una rapida sostituzione delle caldaie tradizionali con pompe di calore e piastre a induzione, fotovoltaico e sistemi di accumulo. Un intervento straordinario in questo senso, su 3 milioni di abitazioni consentirebbe di tagliare al 2025 circa 2-3 miliardi di metri cubi di gas.
Delle tre proposte per accelerare la transizione energetica nel nostro Paese, quella, se vogliamo, più inusuale è relativa ai comportamenti individuali che, nella visione di Italy for Climate, possono incidere moltissimo e rapidamente sui consumi di energia e, quindi, sulle emissioni di gas serra. Da qui l’idea di lanciare una grande campagna di sensibilizzazione.
La campagna “Faccio la mia parte” prevede la diffusione su vasta scala di misure comportamentali per i cittadini: abbassare riscaldamento e condizionatori, impostare meglio le temperature delle caldaie, promuovere lo smart working, ridurre l’utilizzo dell’auto privata in città per spostarsi a piedi, in bicicletta nonché con il trasporto pubblico e condiviso, usare meno l’aereo e prendere di più il treno.
Secondo le stime questa campagna potrebbe portare in media a un risparmio annuo per le famiglie di 450 euro, insieme alla riduzione di 3 miliardi di metri cubi di gas e di 2 milioni di tonnellate di petrolio, per un taglio delle emissioni pari a circa 12 milioni di tonnellate di CO2eq.
