
“Nonostante l’aggiunta record di circa 582 GW di nuova capacità di energia rinnovabile nel 2024, il raggiungimento dell’obiettivo globale di 11,2 terawatt di capacità rinnovabile entro il 2030 richiede ancora di colmare delle importanti lacune”. È l’incipit di un recente articolo pubblicato sul sito dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), a sua volta basato sulle risultanze di un rapporto, “Delivery Large-Scale Grid Infrastructure Projects at Pace”, pubblicato dai membri dell’UNEZA, l’associazione che comprende soggetti leader nei settori dei servizi di pubblica utilità e dell’energia.
IRENA spiega che l’elettricità sta rapidamente emergendo come il fulcro dell’intero sistema energetico: “L’elettrificazione del riscaldamento, dei trasporti e dell’industria, combinata con nuovi carichi come i data center, ha portato a un aumento del consumo globale di elettricità di quasi 1.100 terawattora (TWh) nel 2024, più del doppio dell’aumento medio annuo dell’ultimo decennio”. Processo di elettrificazione che è peraltro indispensabile per raggiungere gli obiettivi climatici, con l’elettricità che dovrebbe rappresentare il 52% del consumo finale di energia entro il 2050, rispetto al 23% del 2022.
L’espansione e la modernizzazione delle reti, nonché l’aumento dell’accumulo di energia, sono quindi fondamentali per triplicare la capacità delle energie rinnovabili entro il 2030. “Le reti che trasportano l’energia dal luogo di produzione a quello di consumo richiedono ora investimenti urgenti e significativi, uno sviluppo reso necessario da fattori quali l’accelerazione della domanda, la crescente complessità delle reti e l’invecchiamento delle apparecchiature”.
E per questo rafforzamento delle reti elettriche l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili stima che tra il 2025 e il 2030 saranno necessari circa 670 miliardi di dollari di investimenti all’anno. E non finirà di certo lì, considerata l’ulteriore previsione che fissa al 91% dell’elettricità globale la quota che proverrà da fonti rinnovabili entro il 2050, principalmente da solare fotovoltaico ed eolico, rendendo i progetti di energie rinnovabili su larga scala e la connessione di grandi carichi di consumo una priorità per la transizione energetica.
“Attualmente, il ritardo nello sviluppo delle infrastrutture e le inefficienze delle reti elettriche – si legge nell’articolo – rappresentano alcuni degli ostacoli alla soddisfazione della domanda di elettricità e alla transizione energetica. Le reti oggi non si espandono o si modernizzano abbastanza rapidamente da integrare la quantità di energia rinnovabile necessaria per accompagnare la transizione energetica”.
Proprio per questo gli oltre 70 membri e partner dell’UNEZA (acronimo di Utilities for Net Zero Alliance) si sono impegnati a investire annualmente oltre 117 miliardi di dollari in reti e energie rinnovabili. Nel dettaglio, circa il 48% degli investimenti pianificati e impegnati sarà destinato alle infrastrutture di rete, a sostegno degli obiettivi delineati dal “Global Energy Storage and Grids Pledge” della COP29, che prevede l’aggiunta o il rinnovo di 80 milioni di chilometri di reti entro il 2040.
IRENA sottolinea che ad oggi, l’espansione delle reti è ostacolata dai lunghi tempi di realizzazione dei progetti e dalle scadenze per le autorizzazioni. Le procedure di autorizzazione nazionali rimangono il principale ostacolo alla realizzazione fisica di nuove linee di trasmissione.
I vincoli della catena di approvvigionamento rappresentano inoltre una sfida, sia per le economie sviluppate che per quelle in via di sviluppo. Da qui l’urgente necessità di riforme di mercato, di un aggiornamento delle competenze della forza lavoro, di una riduzione del rischio negli investimenti e di una espansione della produzione manifatturiera globale.
Il direttore generale dell’IRENA, Francesco la Camera, evidenzia come gli investimenti e gli aggiornamenti delle infrastrutture di rete globali rappresentano fattori chiave per la transizione energetica: “Investendo di più, invieremo un segnale forte ai mercati: le reti sono la spina dorsale della transizione energetica e la chiave per raggiungere il nostro obiettivo di triplicare la capacità rinnovabile installata entro il 2030, come previsto dalla COP28”.
Nel rapporto pubblicato dai membri dell’UNEZA si ribadisce che l’adeguamento delle reti è un processo complesso che richiede dei tempi di realizzazione che possono anche essere di lunga durata. “Un processo fattibile con degli ingenti investimenti finanziari, un’ampia pianificazione e il coordinamento di più parti interessate”.
La stessa UNEZA propone una sorta di ricetta per facilitare la realizzazione dei progetti infrastrutturali di rete su larga scala. Una ricetta che comprende i seguenti “ingredienti”: