Investimenti sulle rinnovabili, l’Italia guadagna posizioni

Il report Recai sottolinea i progressi nella classifica che indica l’attrattività per gli investimenti sulle rinnovabili, ma resta terreno da recuperare sugli altri grandi paesi europei

Investimenti sulle rinnovabili, l’Italia guadagna posizioni secondo la graduatoria RECAI

Per quanto possa sembrare un’evidente contraddizione, anche nel settore delle rinnovabili c’è bisogno di una particolare “benzina”. Quest’ultima, ovviamente, non intesa come la fonte fossile che sarebbe così importante eliminare in tempi rapidi, ma come carburante economico per accelerare lo sviluppo del mondo green. Stiamo parlando, quindi, degli investimenti, ambito nel quale per l’Italia c’è da registrare una notizia positiva, ovvero il guadagno di posizioni nella graduatoria dei Paesi più attrattivi.

Si tratta di uno dei dati più significativi contenuti nel report “EY Renewable Energy Country Attractiveness Index”, conosciuto anche con l’acronimo RECAI. A livello generale, l’indagine sottolinea come lo sviluppo di energie rinnovabili sta attraversando un momento di rapida ed importante crescita “grazie alle favorevoli condizioni di mercato, ai progressi tecnologici, al sostegno dell’opinione pubblica e dei leader politici sui temi legati all’ambiente”.

Boom delle installazioni di rinnovabili

E così, nonostante i gravi effetti della crisi pandemica, a livello mondiale lo scorso anno gli investimenti in capacità di energia rinnovabile sono cresciuti del 2% mentre le installazioni di capacità rinnovabili sono aumentate di ben il 45% rispetto al 2019, segnando il tasso di crescita più veloce che si è registrato negli ultimi vent’anni.

In questo contesto favorevole l’Italia, come anticipato, passa dal 15° al 13° posto nel graduatoria Recai che prende in considerazione 40 Paesi in base alla loro attrattività di investimenti e alle opportunità di sviluppo offerte nel settore delle energie rinnovabili. Il nostro Paese, dunque, scala due posizioni in classifica in meno di sei mesi a testimonianza di un impegno nella transizione energetica che si sta consolidando.

Attrattiva investimenti sulle rinnovabili: la graduatoria Recai

“Siamo di fronte a un momento cruciale – ha dichiarato Giacomo Chiavari, dirigente di EY Europe – per accelerare la transizione energetica dell’Italia, grazie alle risorse del PNRR per il settore green. Ma per farlo è necessario consolidare e abilitare i driver di breve e lungo periodo in grado di incrementare lo sviluppo di energia prodotta a partire da fonti rinnovabili”.

Investimenti sulle rinnovabili: in testa Stati Uniti, Cina e India

Tornando alla graduatoria Recai, in testa troviamo nell’ordine tre colossi planetari quali gli Stati Uniti, Cina e India. A seguire, nella lista delle nazioni più attrattive per gli investimenti sulle rinnovabili (fotovoltaico, eolico, solare termico, geotermico, biomassa, idroelettrico) figura un blocco europeo composto da Francia, Gran Bretagna e Germania. Ed ancora, si collocano dal settimo al dodicesimo posto Australia, Giappone, Brasile, Spagna, Olanda e Cile.

Una classifica dalla quale si deduce che, seppur in avanzamento, l’Italia non si trova ancora nella posizione che le “compete”, almeno ragionando in termini di peso economico e politico nel continente europeo. Al riguardo, un’importante opportunità è appunto rappresentata dal citato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a supporto delle rinnovabili.

In particolare, EY evidenzia l’importanza di alcune poste quali i 4miliardi di euro destinati all’incremento di capacità di RES (Renewable Energy Sources) e gli 1,9 miliardi di euro per la produzione di biometano. A questi si sommano i 3,6 miliardi a supporto della produzione di idrogeno verde con una strategia nazionale che prevede l’installazione entro il 2030 di 5GW di elettrolizzatori e di coprire il 2% dei consumi finali di energia del nostro Paese con idrogeno verde.

Target ambiziosi dell’Italia

Più in generale, il report Recai sottolinea come l’Italia si è posta dei target energetici ambiziosi, nonostante gli effetti della pandemia, puntando a raggiungere l’obiettivo di circa 95 GW di capacità installata al 2030, rispetto ai 55GW di capacità installata finora negli anni passati, a cui si sommano ulteriori 10-15 GW di capacità incrementale al 2030 che dovrebbe essere installata per soddisfare la domanda di energia rinnovabile necessaria per raggiungere l’obiettivo di produzione di idrogeno verde.

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità