Il coronavirus taglia la crescita dell’energy storage

Wood Mackenzie a causa della pandemia riduce del 19% l'espansione stimata per il 2020, anno che dovrebbe comunque segnare uno sviluppo record del settore

La data esatta del recente report di Wood Mackenzie è quella del primo giorno del corrente mese, ed in effetti soltanto qualche settimana fa il suo contenuto sarebbe potuto sembrare un classico pesce d’aprile… Peccato, però, che il coronavirus stia trasformando rapidamente in realtà scenari prima ritenuti altamente improbabili, come quello, appunto, che indica per il fiorente mercato globale dell’energy storage una flessione fino al 19% rispetto alle prime stime di valore effettuate per il 2020.

L’indagine individua vari fattori economici innescati dall’epidemia che rischiano di avere pesanti conseguenze sull’energy storage. Il primo in ordine temporale è stato il calo della produzione e fornitura di batterie al litio da parte della Cina, il primo Paese che è dovuto ricorrere al blocco di intere filiere produttive per arginare il diffondersi del COVID-19. Questo fattore, però, non sembra destinato a rappresentare l’elemento negativo più importante nel consuntivo globale di fine anno, anche perché in Cina la ripresa dell’attività sta procedendo spedita con gli impianti di produzione già tornati al 60/70% della loro capacità pre-virus.

Recessione impatterà sia sulla domanda dei privati sia sui grandi progetti

Un discorso simile si può fare per la produzione degli inverter destinati ai sistemi di accumulo così come per l’altra componentistica proveniente dall’Estremo Oriente e necessaria alla realizzazione di soluzioni di energy storage. Nei prossimi mesi, invece, a pesare sulla crescita del mercato dovrebbero esserci soprattutto fattori non legati all’offerta ma alla domanda, con dinamiche, peraltro, comuni a molti altri comparti economici.

L’analisi di Wood Mackenzie sottolinea come l’incombente recessione globale impatterà anche sui consumatori privati che avevano in animo di introdurre soluzioni di energy storage nelle abitazioni. Previsioni negative pure per i progetti su più larga scala, legati a decisioni di investimento e finanziamento di maggiore portata. Molti di questi, infatti, subiranno dei rinvii a causa del clima di incertezza determinato dalla pandemia, una dinamica che si protrarrà finché il tasso di rischio economico non sarà ritornato su valori normali.

Dati mercato energy storage Wood Mackenzie

Dimensioni del mercato dell’energy storage

Va ricordato che lo stravolgimento delle previsioni iniziali non dovrebbe in ogni caso impedire al mercato dell’energy storage di mettere a segno una performance storica nel 2020. Infatti, la stima aggiornata di una flessione del 19% causa coronavirus va a tagliare il dato iniziale pari a 15,5 GWh di capacità disponibile globale. Ed i 12,6 GWh risultanti rappresentano comunque un enorme balzo in avanti rispetto ai 5,3 GWh registrati nel 2019. Quest’ultimo un anno particolarmente negativo, con una caduta di quasi 1 GWh (6,2 GWh nel 2018) dovuta soprattutto a flessioni nei mercati di Cina, Corea del Sud, Gran Bretagna e Canada.

Quindi un 2020 con luci e ombre, dove Wood Mackenzie individua un possibile elemento positivo nella prevedibile discesa dei tassi d’interesse, legata alla recessione, che potrebbe in qualche modo sbloccare gli investimenti sull’energy storage considerati finanziariamente più rischiosi. Infine, l’emergenza coronavirus non va ad intaccare la rosea visione di medio periodo sul settore. In particolare, dai 18 miliardi di dollari del 2019 gli investimenti globali dovrebbero salire in modo vorticoso raggiungendo i 100 miliardi nel 2025, quando le dimensioni del mercato saranno cresciute di ben 13 volte fino a quota 230 GWh.

Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità