Green Deal europeo, Daikin punta sulla pompa di calore

Per raggiungere l'ambizioso obiettivo del Green Deal, ovvero ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 55% entro il 2030, per Daikin una delle strategie più adatte è passare alla tecnologia della pompa di calore.

Riduzione emissioni CO2 Green Deal

Il Green Deal europeo è un insieme di iniziative politiche che hanno l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, riducendo le emissioni di CO2 di almeno il 55% entro il 2030.

Nell’ambito del settore del riscaldamento, Daikin ricopre un ruolo di riferimento nella produzione di pompe di calore. Ed è proprio attraverso un impiego massivo di questa tecnologia che la multinazionale giapponese – che aveva già come obiettivo quello di diventare a livello globale un’azienda climate neutral entro il 2050 – intende spingere in direzione della decarbonizzazione.

Il Green Deal e le pompe di calore

Gli immobili europei producono circa il 36% delle emissioni di CO2. Non solo: quasi il 50% del consumo finale di energia dell’Unione Europea è utilizzato per il riscaldamento e il raffrescamento, di cui l’80% negli edifici. Ciò significa che il potenziale per la carbonizzazione di questo settore è notevole.

Le pompe di calore sono una soluzione collaudata e l’Europa possiede la tecnologia, l’esperienza e gli investimenti per farla espandere ulteriormente.

Sono inoltre basate su una tecnologia a bassa emissione di carbonio (vero punto chiave del Green Deal). Per ogni kWh di calore richiesto, l’impatto ambientale della pompa di calore è circa metà di quello causato da una caldaia a gas ad alta efficienza, con un più basso potenziale di emissioni di anidride carbonica dovuto all’ulteriore decarbonizzazione della produzione di energia elettrica dell’Unione Europea.

Gli immobili europei producono circa il 36% delle emissioni di CO2

A tal proposito, le pompe di calore utilizzano energie rinnovabili perché recuperano energia termica dall’aria, dall’acqua o dal suolo. Sfruttano sempre più spesso elettricità proveniente da fonti rinnovabili, utile per concretizzare l’approccio completamente climate neutral.

Infine, ma non meno importante, si tratta di una tecnologia che ben si sposa con la necessità di bilanciare la rete elettrica, sostenendo in tal modo l’ulteriore sviluppo di una produzione di energia rinnovabile.

L’industria europea delle pompe di calore

Le pompe di calore vengono ampiamente sviluppate e prodotte in Europa: Daikin, ad esempio, possiede un centro di ricerca e sviluppo e cinque stabilimenti in Europa per implementare la tecnologia delle pompe di calore.

Tradotto in numeri, questo specifico settore impiega nel suo complesso circa 225.000 persone in Europa.

Motivare i consumatori europei

L’industria innova senza sosta per rendere le pompe di calore interessanti attraverso un mix di caratteristiche di prodotto, prezzo, design e facilità d’uso e di installazione. L’industria deve investire maggiormente per spiegare tutti i benefici delle pompe di calore così che l’utente finale ne diventi più consapevole.

“I governi possono attirare l’attenzione dei consumatori sulle pompe di calore attraverso incentivi per le ristrutturazioni residenziali, ma ci sono anche altri mezzi che potrebbero rendere vantaggiosa la scelta delle pompe di calore, come rispecchiare l’uso di energia rinnovabile nel punteggio energetico totale dell’edificio. – spiega Patrick Crombez, General Manager di Daikin Europe Riscaldamento e Rinnovabili – Questo porterebbe i consumatori a fare un calcolo dettagliato del costo totale di proprietà e dei vantaggi ecologici, mettendo in luce i benefici delle pompe di calore”.

“Nel breve termine, gli incentivi pubblici possono accelerare il passaggio a un riscaldamento a impatto zero e rendere così le pompe di calore accessibili a tutti i cittadini europei; ma nel lungo termine, i prezzi dell’energia accurati e una corretta indicazione delle prestazioni energetiche, in termini di emissioni di carbonio, devono essere le motivazioni dell’utente finale per investire nella tecnologia della pompa di calore”.

Gli esempi delle altre nazioni europee mostrano che questa strategia funziona. Ad esempio, Francia e Germania hanno istituito vasti e diffusi sistemi di sostituzione delle caldaie. O ancora, l’Italia ha lanciato il Superbonus per promuovere tecnologie verdi come quelle delle pompe di calore grazie al rimborso del 110% del credito.

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