
L’UE sta promuovendo in modo efficace il comparto eolico per rendere sempre più competitiva la filiera all’interno dei Paesi membri. Tuttavia, sono necessari maggiori sforzi per riuscire a traguardare gli ambiziosi obiettivi che l’Unione Europea si è prefissata con il pacchetto dello scorso ottobre dedicato a questa fonte energetica. A sottolinearlo è WindEurope che sottolinea come il punto chiave da affrontare sia la concorrenza sleale dei Paesi extra-europei.
Nello specifico, l’obiettivo dell’UE è quello di realizzare parchi eolici europei utilizzando turbine prodotte in Europa. “Il Net Zero Industry Act – spiega in nota l’associazione – richiede 36 GW di capacità di produzione di energia eolica nei Paesi Membri entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo rafforzare urgentemente la competitività dell’industria eolica europea. Se non lo facciamo rischiamo di non essere in grado di produrre i volumi di turbine eoliche di cui l’Europa ha bisogno”.
A contribuire allo sviluppo del settore europeo dell’energia prodotta dal vento è anche la crescita di nuovi investimenti in tutt’ Europa. Solo per fare un esempio, il produttore di turbine eoliche Vestas istituirà due nuove fabbriche di pale a Stettino, in Polonia che potrebbero creare più di 1.700 posti di lavoro diretti entro il 2026.
Inoltre, Siemens Energy prevede di assumere circa 4.000 nuovi dipendenti in Europa per aumentare la sua capacità di produzione di apparecchiature di rete. Questi sono solo due esempi di un trend che vede salire in maniera costante le risorse finanziarie destinate al potenziamento della produzione di impianti eolici in UE.

Un ruolo chiave nel percorso di potenziamento della filiera eolica europea è rivestito dalla Commissione e dalla BEI che si stanno muovendo, secondo Windeurope, in modo efficace, ma che comunque dovranno mettere in campo ulteriori sforzi.
Nello specifico, nel 2023, la Commissione europea ha lanciato un bando da 4 miliardi di euro nell’ambito dell’Innovation Fund con sovvenzioni volte a sostenere gli investimenti nell’industria manifatturiera di tecnologie pulite in Europa. Inoltre, la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha recentemente annunciato un European Competitiveness Fund. In questo caso l’obiettivo è incrementare i finanziamenti per le tecnologie pulite sfruttando e riducendo i rischi degli investimenti privati.
Anche la Banca europea per gli investimenti (BEI) è in prima linea nel rafforzamento della filiera europea eolica. Come misura chiave del Pacchetto energia eolica, è stata infatti istituita una linea di controgaranzia da 5 miliardi di euro per incrementare gli investimenti nella filiera eolica. Lo scorso 31 luglio la BEI ha attivato la prima tranche della sua linea di controgaranzia tramite un accordo di controgaranzia da 500 milioni di euro con la Deutsche Bank tedesca. “L’accordo – si legge in nota – fa parte di un portafoglio di controgaranzie da 1 miliardo di euro che la Deutsche Bank utilizzerà per rafforzare l’industria eolica, compresi gli investimenti in parchi eolici”. Secondo le stime della BEI ciò innescherà ulteriori investimenti privati fino a 8 miliardi di euro.
La BEI ha inoltre concesso un prestito di 450 milioni di euro al produttore di cavi Prysmian. La società utilizzerà il prestito per raddoppiare la sua capacità produttiva di cavi nei suoi tre stabilimenti di Pikkala (Finlandia), Pozzuoli, (Italia) e Gron (Francia). La BEI ha inoltre appena firmato un prestito di 35 milioni di euro con il produttore spagnolo di componenti eolici Haizea per supportare la società nell’implementazione di tecnologie di produzione avanzate per l’assemblaggio di grandi strutture metalliche utilizzate nei parchi eolici.
Con gli investimenti fatti nella filiera europea, il focus per l’UE deve ora essere, spiega WindEurope, la garanzia di una concorrenza leale e di parità di condizioni. “Le turbine eoliche cinesi – si legge in nota – vengono infatti, offerte in Europa a un prezzo inferiore del 30-50% rispetto alle turbine europee, con termini di pagamento differiti fino a 3 anni. Questi termini di pagamento non possono essere offerti dai produttori europei in base alle norme dell’OCSE. Nel complesso, questa pratica contraddice il sistema basato sulle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio per il commercio globale, in particolare per quanto riguarda la necessità per i governi di mantenere politiche commerciali trasparenti”.
Secondo Phil Cole, direttore degli Affari Industriali dell’associazione, è in atto in UE l’introduzione di strumenti finanziari per supportare i produttori europei di energia eolica. Tuttavia, la filiera eolica rimane minacciata da un livello di concorrenza sempre più sleale da fuori Europa. “Ciò – precisa Cole – crea rischi aggiuntivi e invia segnali di mercato sbagliati agli investitori, dobbiamo anticipare rapidamente questo problema. Abbiamo visto simili strategie di ingresso dalla Cina nel mercato europeo decimare altre industrie manifatturiere europee. Ciò rappresenta un rischio significativo per i posti di lavoro, la prosperità e la sicurezza energetica dell’Europa”.