Fibra ottica, polemiche sull’intervento dell’AGCOM

L'Autorità ha emanato le linee guida per portare nei condomini la banda ultra larga. Protestano le associazioni di categoria: "Telco favorite a scapito degli installatori"

fibra ottica per aggiornamento tecnologico condomini

È una delle partite in corso più importanti fra quelle che riguardano “l’aggiornamento” tecnologico del Paese eppure, come spesso capita nello Stivale, se ne parla molto meno del dovuto. Ci riferiamo alla fibra ottica, ovvero il mezzo grazie al quale in pochi anni la quasi totalità dei cittadini italiani sarà raggiunta dalla banda ultra larga.

Proprio in questi mesi si sta definendo il quadro regolatorio relativo ai milioni d’interventi d’installazione della fibra ottica che saranno necessari negli edifici privati. Un contesto nel quale spiccano le recenti linee guida emesse dell’AGCOM in materia di accesso ai condomini per la realizzazione, appunto, di reti in fibra ottica.

Impatto sulla privacy e sul libero mercato

L’introduzione di regole è ovviamente attività imprescindibile in ogni nazione civile, senonché, nel caso in questione, l’intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non sembra essere stato dei più efficaci, almeno a giudicare dalle reazioni negative che ha innescato. A non convincere varie associazioni di categoria sono soprattutto due aspetti del provvedimento niente affatto trascurabili, ovvero quelli che vanno ad incidere sulla tutela della privacy e sul libero mercato.

Va detto che l’AGCOM ha definito le sue linee guida, in tutto sei articoli, tenendo conto di tutta la precedente legislazione in materia, quella che viene elencata nella parte iniziale del documento. Il disposto che va a toccare la privacy è quello contenuto nell’Art. 4 con l’indicazione che “I condomini e l’Amministratore di condominio (Amministratore), ove nominato nei casi previsti dalla legge, sono tenuti a consentire e, per quanto possibile, a facilitare l’accesso dell’Operatore all’interno della proprietà, ai locali tecnici e ad ogni parte comune dell’immobile per la realizzazione della cablatura”.

La posizione di Confartigianato sulla fibra ottica

Il che, nel caso limite, potrebbe sancire il diritto della persona che sta compiendo i lavori d’installazione della rete ad entrare in casa d’altri anche se il proprietario dell’abitazione non vuole consentirne l’ingresso. “La proprietà privata è proprietà privata – commenta Flavio Romanello, presidente di Confartigianato Antennisti ed Elettronici – mentre le linee guide stabiliscono il principio che l’Operatore può portare la fibra dentro gli edifici indipendentemente dal parere dell’assemblea e dell’amministratore di condominio”.

Quanto all’impatto sul libero mercato, nelle linee guida dell’AGCOM il passaggio più rilevante è contenuto nell’Art. 2: “In assenza di un’infrastruttura interna all’edificio predisposta per l’alta velocità, gli Operatori hanno il diritto di far terminare la propria rete nella sede dell’abbonato, a condizione di aver ottenuto l’accordo dell’abbonato”.

Con la conseguenza, nel caso questo accordo ci sia, di tagliar fuori dalla filiera dei lavori le ditte e gli installatori che si occupano degli interventi sull’ultimo tratto della rete, ovvero quello che va dal punto d’ingresso, situato alla base dell’edificio, fino alle singole abitazioni.

Le critiche di CNA Installazione Impianti

“Le linee guida AGCOM – è la critica di Carmine Battipaglia, presidente di CNA Installazione Impianti – sembrano scritte solo per tutelare gli interessi delle società di telecomunicazione e non quelli di tutti gli attori della filiera, condomìni ed imprese di installazione in testa. Regole che sembrano concedere mano libera alle Telco mentre non possono che essere gli installatori a dover portare la connessione sino alle abitazioni dei singoli condomìni”.

Ed ancora: “Viene data la possibilità di rimuovere ogni risorsa di rete dall’edificio se questa non è utilizzabile o non necessaria per i servizi di comunicazione elettronica. E chi lo decide se la rete già presente nell’edificio non sia utilizzabile o necessaria? Le stesse Telco per poter liberamente utilizzare i cavidotti già esistenti?”.

Battipaglia reputa poi poco convincente un ulteriore punto del regolamento AGCOM: “Viene messo in evidenza il principio che le opere vanno realizzate a regola d’arte e nel rispetto della normativa tecnica vigente ma l’impianto descritto nelle linee guida tutto è tranne che un impianto multiservizio e rispondente alla Guida Tecnica CEI 306-2”.

Per ulteriori informazioni leggi il documento relativo alle linee guida AGCOM per le reti a banda ultra larga.

 

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità