Fare impianti nel cantiere digitale, il BIM che fa la differenza

Dal fronte impiantistico alla visione globale dell’edificio: estendere la progettazione BIM all’intero cantiere digitale porta efficienza, collaborazione e integrazione

Fare impianti nel cantiere digitale, il BIM che fa la differenza

Il termine cantiere digitale ci spaventa? Proviamo ad andare oltre le apparenze. Integrare progetti, materiali, impianti e informazioni sull’intero processo edilizio nel grande faldone virtuale del BIM non è lavoro doppio. Anzi, il Building Information Modeling si conferma, a monte di ogni intervento, lo strumento ideale per una gestione ottimizzata e collaborativa di ogni sua fase.

Digitalizzare design, realizzazione e facility management degli edifici conviene, non solo a chi progetta e installa gli impianti elettrici, ma a tutte le figure professionali coinvolte. A maggior ragione quando si tratta di migliorare l’organizzazione dei cantieri: vediamo perché.

In questo viaggio ci ha supportati l’architetto Francesco Palana, BIM Manager di F.lli Zaffaroni, che da diversi anni si occupa di progettazione BIM e che ha seguito la realizzazione degli impianti elettrici della Torre PwC di Milano.

Cantiere digitale: come gestire (meglio) la complessità

La questione è nota: pianificare efficacemente le azioni necessarie per le realizzazioni in campo edile, così come per tutte le attività industriali, è il cardine della gestione del progetto. Il cantiere, poi, con i suoi repentini cambiamenti e la necessità di integrare competenze e professioni ben diverse, ne rappresenta il potenziale tallone d’Achille.

Organizzare interamente il lavoro con il metodo BIM può davvero fare la differenza, in termini di programmazione e di operatività. Parliamo di uno strumento che va oltre la progettazione di impianti e strutture, per digitalizzare anche l’esecuzione degli interventi e le attività di monitoraggio e manutenzione. Questo grazie alla possibilità di lavorare su un edificio “gemello”: un modello digitale centralizzato dal quale estrarre tutte le informazioni necessarie, dagli schemi impiantistici alla loro integrazione con gli elementi architettonici, fino al posizionamento e alle caratteristiche di ogni singolo prodotto selezionato.

Insomma, avere sott’occhio in tempo reale tutti gli aggiornamenti sul progetto riduce tempi, costi e imprevisti. Con benefici tangibili in termini di affidabilità delle stime e di riduzione degli errori. Ma c’è di più: sia durante la costruzione, sia nella successiva manutenzione dell’opera, al BIM si possono abbinare strumenti di realtà aumentata con schemi as-built. Questi, insieme alle informazioni aggiornate dei componenti installati, sono molto utili sia in fase di realizzazione sia quando serve intervenire a distanza di anni.

Altri 6 motivi per costruire in BIM

La metodologia BIM ottimizza così tutti i contributi dei professionisti in un team virtuale, senza dispersivi passaggi di scansioni e documenti cartacei.
Ecco gli ulteriori obiettivi di questa progettazione integrata:

  • migliorare i processi e la programmazione dei flussi di lavoro;
  • gestire risorse umane, attrezzature e materiali in modo centralizzato;
  • monitorare l’approvvigionamento dei materiali di progetto, per stime costi più accurate;
  • identificare e risolvere i conflitti di spazi all’inizio del processo di costruzione;
  • migliorare la sequenzialità delle fasi di progetto;
  • aumentare qualità, sicurezza e sostenibilità dell’opera.

Questo proficuo percorso di edilizia 4.0 coinvolge, naturalmente, il mondo elettrico. Ovvero l’infrastruttura essenziale di tutte le opere di ingegneria, sia per quanto riguarda la produzione e la distribuzione di energia, sia per l’automazione e il controllo di tutti gli impianti tecnologici.

Un esempio concreto? ABB per il Curvo di Milano

Tutti i vantaggi del BIM, che riguardano costruttori, progettisti e partner tecnologici “vivono” nell’esempio milanese della Torre PwC, meglio nota come il Curvo. Parliamo di un grattacielo alto 175 metri, suddivisi in 31 piani (dei quali 28 direzionali) e vertice a “corona”. Qui, la modellizzazione BIM delle tecnologie di ABB Electrification ha davvero fatto la differenza nella realizzazione degli impianti elettrici e meccanici. La distribuzione di energia all’interno della torre prevede infatti 3 distinte cabine di trasformazione, per garantire suddivisione bilanciata dei carichi elettrici e continuità operativa.

A fronte di tale complessità, il disegno tridimensionale integrato al resto dell’edificio e la “libreria” di informazioni su ogni singolo componente del sistema hanno aiutato a minimizzare i conflitti, gli errori e le dimenticanze tipiche della progettazione elettrica tradizionale. L’individuazione delle interferenze tipica delle procedure BIM, poi, ha contenuto ulteriori sprechi di tempo e risorse.

“Altrettanto importante, dal punto di vista organizzativo, la possibilità di interagire con un capo cantiere digitale – sottolinea l’architetto Palana -. Una figura di coordinamento che, dall’ufficio, ha potuto centralizzare e fornire tutte le indicazioni operative ai tecnici on site, garantendo rapidità, efficacia e sicurezza”.

Progettazione BIM della Torre Libeskind Milano
Progettazione BIM degli impianti elettrici della Torre PwC di Milano – F.lli Zaffaroni

Metodo BIM e impianti elettrici: matrimonio perfetto

Restando in tema di impianti, perché scegliere la progettazione BIM e non un semplice software 3D? Si tratta soprattutto di coniugare una parte al tutto. Dopo aver definito le caratteristiche elettriche e la disposizione dei quadri e delle apparecchiature di alimentazione, bisogna infatti studiare il percorso dei cavi, inserito nello specifico contesto applicativo e nelle caratteristiche di posa. Senza dimenticare la valutazione dei rischi correlati (es. incendio). Al progettista è dunque richiesto di dimensionare i cavi e decidere quali supporti, passerelle, condotti utilizzare. E di coniugare il tutto al budget economico del progetto. Se ci fosse uno strumento digitale in grado di calcolare con precisione tutto questo? La semplificazione, per i professionisti, e il risultato, per il cliente finale, è evidente.

Anche perché le potenzialità del Building Information Modeling vanno oltre il cantiere.

La perenne disponibilità delle caratteristiche tecniche e della durata del ciclo di vita di ogni componente agevola non poco la manutenzione degli impianti elettrici e HVAC. Attraverso il modello BIM, infatti, i tecnici hanno accesso immediato a tutti i dettagli di quanto installato e possono intervenire prima che si verifichino guasti. Lo stesso vale per le attività di riqualificazione edilizia o di intervento su impianti già oggetto di modifiche. La verifica del progetto in seguito alle varianti risulta molto più rapida e meno onerosa rispetto alla ricostruzione di uno schema unifilare ormai datato.

Cantiere digitale significa collaborazione

Alla base di tutti i vantaggi tecnico-economici, c’è il valore intrinseco del metodo BIM chiamato condivisione. Le esperienze di collaborazione tra professionalità diverse si rafforzano in percorsi organizzativi che rispondono più efficacemente alle esigenze dei clienti finali.
Conoscenze e competenze si integrano in un cervello digitale che restituisce a tutte le figure coinvolte la possibilità di accedere da remoto a informazioni puntuali e aggiornate. Così, i team di lavoro possono cooperare senza perdere tempo nel controllo incrociato di documentazione e file.

Dalla progettazione smart al cantiere digitale, fino alle attività di manutenzione preventiva, il modello BIM conviene e migliora le performance globali della filiera dell’edilizia.

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Informazioni su Alessia Varalda 1662 Articoli
Ingegnere elettrotecnico con esperienza come Project Manager presso un'importante multinazionale attiva nel settore dell'energia e dell'automazione. La curiosità verso le tecnologie innovative e le soluzioni all'avanguardia nel mondo delle energie (tradizionali e rinnovabili) mi ha portata a lavorare per 14 anni presso un importante editore di riviste tecniche di settore scrivendo di home&building automation, illuminazione, comfort, efficienza energetica e sostenibilità.