I passi della European Battery Alliance per lo storage energetico

L'Europa, con la European Battery Alliance, punta l'obiettivo di politica industriale per la creazione di nuova capacità produttiva e di storage energetico

European Battery Alliance per storage energetico

Cosa sta succedendo e come procedono le cose nel campo dello storage energetico a livello europeo? È il caso di rivolgere uno sguardo ampio a ciò che accade intorno a noi, per cercare di capire e anticipare quelle che saranno le principali tendenze che guideranno il settore.

La European Battery Alliance (Eba) è un’iniziativa di politica industriale, avviata nel 2017, per potenziare in Europa la capacità produttiva di batterie con tecnologia agli ioni di Litio verso la dimensione delle Giga Factories (GWh/anno di produzione). L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il mercato dello Storage e delle batterie nei prossimi anni è destinato a una crescita esponenziale, trainato dal settore automobilistico, sempre più spinto verso soluzioni di alimentazione ibrida o totalmente elettrica, e dal settore dell’accumulo stazionario, dello storage di massa, con la sempre più forte esigenza di flessibilità richiesta dal sistema elettrico per l’incremento della quota di rinnovabili non programmabili.

Dopo aver capito cosa è la European Battery Alliance analizziamo i principali obiettivi. L’Eba vuole consentire all’Unione Europea di recuperare il ritardo competitivo accumulato nei confronti dei produttori asiatici e americani, e di catturare una significativa porzione dell’intera catena del valore del mercato delle batterie, stimato in 250 miliardi di euro l’anno dal 2025 in poi (corrispondente a un fabbisogno stimato in 200 GWh/anno, ma aumentabile fino a 600 GWh/anno, considerando anche le esportazioni).

Creare nuova capacità produttiva e di storage

Oltre all’obiettivo di politica industriale per la creazione di nuova capacità produttiva e di storage, la European Battery Alliance punta all’allineamento e indirizzamento delle azioni di ricerca e sviluppo. Sulla spinta dell’iniziativa sono stati resi disponibili o programmati diversi strumenti di supporto, congeniali ai diversi Stakeholder e orizzonti temporali: sul breve periodo sono disponibili diversi strumenti finanziari per sviluppi industriali (per esempio, il Fondo Europeo per l’Innovazione), mentre sul medio termine sono state aumentate dalla Commissione Europea le risorse per i programmi Horizon.

È stato, inoltre, definito un programma pluriennale di ricerca su larga scala con l’iniziativa Battery 2030+ per attivare ulteriori fondi su un orizzonte di lungo periodo, ed è stata creata la piattaforma tecnologica Etip BatteRIes Europe per fornire uno strumento operativo a tutti gli Stakeholder che operano sul tema.

La Commissione Europea, in più, ha approvato un Important Project of Common European Interest (Ipcei) sulle batterie, stanziando nei prossimi anni circa 3,2 miliardi di euro in fondi d’investimento, destinati ai principali operatori del settore dei sette Stati membri coinvolti (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia e Svezia), per lo sviluppo di batterie agli ioni di litio altamente innovative e sostenibili.

Isola di Tilos: integrazione di rinnovabili e accumulo

Molte isole del Mediterraneo sono caratterizzate da un’alta disponibilità delle fonti eolica e solare, ma attualmente la penetrazione energetica delle risorse rinnovabili non supera il 10-15% del totale, lasciando l’onere di coprire la quota restante a motori diesel o simili. Il contesto economico, ambientale e sociale attuale tende a favorire una decarbonizzazione delle fonti energetiche, ma questa ambizione si scontra con i limiti strutturali dei sistemi elettrici, in particolare sulle isole, non in grado di garantire l’integrazione di un’elevata quota di generazione elettrica rinnovabile non programmabile.

Il progetto che parte dall’isola greca di Tilos rappresenta un esperimento pioneristico volto a dimostrare che, con le tecnologie attuali, è possibile aumentare di molto la penetrazione energetica in rete delle fonti rinnovabili, senza rinunciare alla qualità della fornitura elettrica. Un risultato che è stato ottenuto con lo sviluppo di un’innovativa Smart Grid che, abbinata a un adeguato sistema di Storage a batterie, è capace di gestire la domanda di energia locale con apporti minimi che derivano da fonti non rinnovabili. E nonostante le tecnologie necessarie richiedano ancora un certo supporto economico, i risultati ottenuti, in termini di qualità della fornitura elettrica, dimostrano che la diffusione di questi sistemi di Storage e connessione energetica è ormai molto vicina.

Stefano Casini
Informazioni su Stefano Casini 16 Articoli
Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, imprese, tecnologie e innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con InnovationPost, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como.