L’esempio della Spagna: le bollette sono meno care grazie alle rinnovabili

L’analisi di Ember mostra che, grazie alla continua espansione del fotovoltaico e dell’eolico, la Spagna è riuscita a far diminuire in modo drastico l’utilizzo dei combustibili fossili per la produzione di energia elettrica
In Spagna il costo dell'energia è meno caro grazie alle rinnovabili

Copiare. In Italia si tratta di un verbo utilizzato spesso con accezione negativa, a cominciare da quanto accade nelle aule scolastiche… Ma in un’Unione Europea sempre più uniformata nei sistemi produttivi e normativi, poter copiare è invece una straordinaria opportunità a disposizione delle nazioni che si trovano in difficoltà in un determinato comparto economico. Infatti, le stesse nazioni possono guardare a qualche altro Paese UE dove invece in quello stesso settore le cose procedono bene.

E quando si tratta dei prezzi del gas e dell’elettricità, motivo di grande preoccupazione per molte famiglie e aziende europee, un recente rapporto pubblicato da Ember ci segnala che c’è un Paese da copiare, o quanto meno da prendere come riferimento, ed è la Spagna. In particolare, il report analizza l’influenza dell’utilizzo di carbone e gas sui prezzi all’ingrosso dell’elettricità in Spagna rispetto ad altri quattro grandi Paesi europei, Germania, Italia, Regno Unito e Paesi Bassi.

Prezzo dell’energia all’ingrosso inferiore del 32%

La crescita dell’energia eolica e solare in Spagna ha ridotto del 75% l’influenza dei costosi generatori fossili sul prezzo dell’elettricità dal 2019. Questo calo nelle ore in cui il prezzo dell’elettricità era legato al costo del gas è stato più rapido rispetto ad altri Paesi dipendenti dal gas, come Italia e Germania. Di conseguenza, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità in Spagna è stato inferiore del 32% rispetto alla media UE nella prima metà del 2025.

Confronto tra le tariffe elettriche in Spagna e nei paesi UE

Nel report si ricorda come nei mercati europei la fonte energetica più costosa in funzione per soddisfare la domanda – in genere gas fossile o carbone – è quello che determina il prezzo orario all’ingrosso dell’elettricità. Proprio per questo quando la generazione da tecnologie a basso costo, come l’eolico e il solare, cresce a sufficienza, sostituisce progressivamente gas e carbone, facendo sì che l’energia da fonte fossile determini meno frequentemente il prezzo.

La grande differenza fra 2019 e 2025

Ember spiega che in Spagna la sostituzione dell’energia da fonti fossili con le rinnovabili avviene soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando la produzione fotovoltaica raggiunge il picco, o nelle ore notturne, quando spira un vento forte.

E così, se nella prima metà del 2019 i prezzi dell’energia elettrica in Spagna riflettevano il costo della produzione fossile nel 75% delle ore, nello stesso periodo del 2025 avviene appena per il 19% delle ore. Un calo del 56% molto più rilevante di quello degli altri Paesi europei oggetto del raffronto, ovvero Paesi Bassi (-34%), Regno Unito (-32%), Italia (-13%) e Germania (-12%).

Si tratta, come detto, di un cambiamento che ha un impatto molto significativo sui prezzi energetici. In particolare, il prezzo medio orario dell’elettricità in Spagna nella prima metà del 2025, pari a 62 euro per MWh, è risultato molto inferiore al costo della produzione di elettricità con il gas, che nello stesso periodo si è attestato in media sui 111 euro per MWh, con un intervallo compreso tra 87 e 148 euro per MWh.

Boom della produzione solare ed eolica in Spagna

Nel report si spiega che tra dicembre 2019 e giugno 2025, la Spagna ha raddoppiato la sua capacità eolica e solare, aggiungendo oltre 40 GW, ovvero più di qualsiasi altro Paese dell’UE ad eccezione della Germania, che però è un mercato energetico di dimensioni doppie. Di conseguenza, la sola produzione di energia eolica e solare ha coperto quasi la metà (46%) della domanda di elettricità della Spagna nella prima metà del 2025, in vistoso aumento rispetto al dato inferiore a un terzo (27%) registrato nello stesso periodo del 2019.

Una dinamica che ha ovviamente ha portato a un calo marcato del ricorso alle fonti energetiche fossili. Un calo molto più marcato rispetto ad altri importanti Paesi europei dipendenti dal gas, come Italia e Germania. Nel dettaglio, relativamente alla prima metà del 2025, la produzione di energia elettrica da combustibili fossili ha coperto soltanto un quinto della domanda di elettricità in Spagna (20%), con una quota notevolmente inferiore rispetto a Germania (41%), Italia (43%), Paesi Bassi (48%) e Regno Unito (32%).

Agosto 2015 il primo mese carbon free

Un percorso, quello della Spagna verso l’abbandono dei combustibili fossili, che continua ad arricchirsi di tappe significative. “Il mese di agosto di quest’anno – si legge – è stato il primo nella storia recente della Spagna senza produzione di energia elettrica a carbone. Si tratta di un cambiamento notevole: 10 anni fa, nell’agosto 2015, il carbone rappresentava un quarto dell’energia elettrica spagnola. La produzione di energia elettrica a gas in Spagna è in calo dal 2022, rappresentando il 19% della domanda nazionale nella prima metà del 2025, in calo rispetto al 26% registrato nella prima metà del 2019”.

Infine, un effetto importante dell’ascesa dell’eolico e del solare è quello della riduzione della dipendenza spagnola dalle importazioni di combustibili fossili. Negli ultimi cinque anni (2020-2024), Madrid ha infatti ridotto la spesa per le importazioni del settore energetico più di qualsiasi altro Paese dell’UE.

Nel report si specifica che i nuovi impianti solari ed eolici aggiunti in Spagna negli ultimi cinque anni hanno evitato 26 miliardi di metri cubi di importazioni di gas per un costo di 13,5 miliardi di euro, quest’ultimo quasi cinque volte superiore a quanto la Spagna ha investito nella sua rete di trasmissione nello stesso periodo.

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Marco Ventimiglia

Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità
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