Energia, eolico al 20% in Europa: non basta!

L’elettricità generata tramite impianti eolici rappresenta il 20% del totale consumato in Europa. L’obiettivo del 34% al 2030 appare lontano: colpa soprattutto di burocrazia e, in parte, di questioni più tecniche
Impianto eolico offshore

20%: è questa la percentuale di elettricità prodotta tramite eolico e consumata in Europa nel corso dell’ultimo anno. Apparentemente un buon valore, ma ancora insufficiente per raggiungere i target al 2030 e 2050.

L’eolico cresce, ma non abbastanza

Secondo i dati diffusi da WindEurope, associazione che raccoglie oltre 600 membri provenienti dall’intera catena del valore dell’energia eolica, l’Europa ha connesso in rete circa 15 GW di nuova energia eolica nel 2024 (13 GW sulla terraferma e 2,3 GW offshore). Gli obiettivi energetici e climatici al 2030, però, richiedono l’installazione di 30 GW all’anno di nuovi parchi eolici.

Le motivazioni che hanno portato a risultati deludenti sono diverse, e in genere più di carattere burocratico che tecnico.

Norme UE sui permessi

Molti governi non stanno applicando le norme volte all’autorizzazione indicate dalla UE. Processi lenti e macchinosi rappresentano un evidente ostacolo, che a sua volta porta a un rallentamento nella diffusione degli impianti eolici. Le norme impongono infatti scadenze vincolanti per le autorizzazioni e un prevalente principio di interesse pubblico nel concedere i relativi permessi.

Ritardi nella connessione alla rete

Il problema più grande è legato all’accesso alla rete elettrica dei nuovi impianti. Per dare una idea, attualmente ci sono circa 500 GW di impianti eolici pronti in attesa di una valutazione delle loro domande di connessione alla rete. Un potenziale enorme, che da solo avvicinerebbe in modo decisivo all’obiettivo 2030 (energia eolica pari al 34% del totale generato in Europa) e renderebbe più plausibile quello al 2050 (oltre il 50%). A onor del vero, non è solo un problema burocratico: per gestire simili potenze, che spesso sono disponibili in maniera intermittente, è necessario aggiornare buona parte dell’infrastruttura di trasmissione dell’elettricità in modo da bilanciare al meglio i carichi.

L’elettrificazione va a rilento e questo frena la domanda

Un dato su tutti: di tutta l’energia consumata in Europa, solo il 23% è elettricità. Ciò significa che, per ridurre le emissioni di CO2, sarà necessario spostare una parte considerevole dei carichi verso l’elettrificazione. Anche in questo caso l’obiettivo è ambizioso: si tratta di far salire questa quota al 61% entro il 2050. Mobilità, riscaldamento e raffrescamento degli edifici e industria sono i principali “consumatori” chiamati verso questo importante cambiamento.

Per questi motivi, oltre a diverse iniziative volte a incrementare il parco installato, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha incaricato il commissario per l’energia e l’edilizia abitativa Dan Jørgensen di presentare un piano d’azione per l’elettrificazione.

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Andrea Pagani

Giornalista tecnico, da 25 anni mi occupo della realizzazione di prodotti editoriali (carta, video, web) per vari settori applicativi: dal manifatturiero all'impiantistica, fino all'e-mobility.
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