Da ENEA i consigli green per il riavvio del riscaldamento

In vista della riaccensione degli impianti domestici ENEA ha diffuso un decalogo con espliciti inviti alla riqualificazione energetica

costi riavviare riscaldamento

Nelle regioni italiane con clima più rigido la data fissata è il 15 ottobre, e se l’autunno continuerà a mostrarsi tutt’altro che clemente saranno in molti a rispettarla. Stiamo parlando della possibilità di riavviare il riscaldamento, operazione destinata a procurarci una migliore vivibilità negli ambienti interni anche se non altrettanto può dirsi per il benessere del nostro portafoglio…

In particolare, la possibilità di accendere il riscaldamento a metà ottobre riguarda oltre la metà degli 8mila comuni italiani, vale a dire quelli della cosiddetta zona climatica E, che comprende grandi città come Milano, Torino, Bologna e Venezia, ma anche le zone di montagna in tutta Italia dove, appunto, il clima è più rigido.

Evitare gli sprechi e anche le possibili sanzioni

E con il duplice intento di aiutare a risparmiare in bolletta e salvaguardare l’ambiente, ENEA ha pensato bene di diffondere un vero e proprio decalogo con indicazioni pratiche per scaldare al meglio le proprie abitazioni evitando sprechi e anche possibili sanzioni per comportamenti inappropriati.

Un’operazione che mai come quest’anno ENEA ha declinato in modalità green con varie indicazioni che invitano esplicitamente gli utenti ad un rinnovamento energetico del proprio impianto di riscaldamento sfruttando le agevolazioni di legge come, ultimo arrivato, il Superbonus al 110%.

Il vademecum dell’Agenzia nazionale  per riavviare il riscaldamento si apre con le raccomandazioni rituali come la manutenzione dell’impianto, la sua corretta impostazione climatica ed oraria, l’arredamento corretto intorno ai termosifoni.

Far effettuare un check-up alla propria abitazione

Decisamente più innovativo è invece il consiglio di far effettuare un check-up alla propria abitazione. “Chiedere a un tecnico di effettuare una diagnosi energetica dell’edificio – riporta il documento ENEA – è il primo passo da fare per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare valutandone il rapporto costi-benefici”.

Ed ancora: “Oltre ad abbattere i costi per il riscaldamento, anche fino al 40%, gli interventi diventano ancora più convenienti se si usufruisce delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, l’ecobonus che consente di detrarre dalle imposte Irpef o Ires dal 50 all’85% delle spese sostenute a seconda della complessità dell’intervento e il superbonus, con cui l’aliquota di detrazione sale al 110%”.

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Sostituire la vecchia caldaia con un modello innovativo

Ben consapevole di quanto sia tuttora vetusta buona parte degli impianti di riscaldamento nel nostro Paese, ENEA consiglia, a check-up avvenuto, di scegliere per l’eventuale sostituzione un modello innovativo. “Dal 2015 – si legge nel decalogo -, tranne poche eccezioni, si possono installare solo caldaie a condensazione. È opportuno valutare la possibilità di sostituire il vecchio generatore di calore con uno a condensazione o con pompa di calore ad alta efficienza”.

Indicate anche le “caldaie alimentate a biomassa e i sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore), abbinati a impianti solari termici per scaldare l’acqua e fotovoltaici per produrre energia elettrica. Anche per questi interventi è possibile usufruire degli sgravi fiscali”.

Le giuste soluzioni tecnologiche per sfruttare l’impianto

Eseguito il check-up, comprato in regime di agevolazione il nuovo impianto, ENEA fornisce anche indicazioni su come sfruttarlo al meglio con soluzioni tecnologiche innovative: “È indispensabile dotare il proprio impianto di una centralina di regolazione automatica della temperatura che evita inutili picchi o sbalzi di potenza. La possibilità di programmazione oraria, giornaliera e settimanale garantisce un ulteriore risparmio energetico”.

Fra i consigli non manca il riferimento alla “domotica che aiuta a risparmiare: cronotermostati, sensori di presenza e regolatori elettronici permettono di regolare anche a distanza, tramite telefono cellulare, la temperatura delle singole stanze e il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento”.

Marco Ventimiglia
Informazioni su Marco Ventimiglia 93 Articoli
Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità