
L’Italia è tra i Paesi dell’Unione europea in cui il prezzo dell’elettricità è più elevato. Ciò è dovuto al fatto che per produrla viene utilizzato soprattutto il gas. Quest’ultimo viene importato dall’estero e subisce spesso fluttuazioni di prezzo anche per questioni geopolitiche.
Per tagliare i prezzi dell’energia elettrica – oggi troppo onerosi per imprese e famiglie – e centrare gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 che l’Italia si è prefissata, Elettricità Futura, l’associazione che riunisce gli operatori di questo mercato, lancia un appello.
Tra gli interventi ritenuti prioritari, ci sono l’incremento della produzione italiana di elettricità e una maggiore attenzione alle tecnologie rinnovabili, che sfruttano acqua, sole e vento per generare elettricità a un prezzo decisamente inferiore del gas e senza emissioni. Per questo l’associazione si rivolge alle Regioni affinché limitino la burocrazia che, facendo lievitare i costi, spesso rappresenta un freno per la realizzazione di tali impianti. Il nuovo Decreto Aree Idonee del governo, inoltre, affida a questi enti il compito di identificare sul territorio aree che possano ospitare impianti destinati a produrre energia pulita.
Secondo Elettricità Futura, ora spetta alle Regioni sfruttare le potenzialità offerte dal Decreto, agevolando l’installazione di nuovi impianti rinnovabili e, in questa maniera, rendendo il nostro Paese più sicuro dal punto di vista energetico.
Per l’associazione, nel determinare le aree adatte alla realizzazione di nuovi siti rinnovabili, dovranno essere fatte salve le iniziative localizzate dal 2021 a oggi in aree considerate idonee in base all’articolo 20 comma 8 del D.lgs. 199/2021. Inoltre, per quanto riguarda il regime transitorio, l’associazione auspica che le nuove disposizioni non trovino applicazione per le iniziative per cui, alla data di entrata in vigore della legge regionale, sia già stata avviata almeno una delle procedure amministrative che servono per ottenere l’autorizzazione a installare l’impianto.