Economia circolare, nove priorità per la ripresa post COVID

I lavori della terza conferenza annuale dell'ICESP hanno ridefinito gli ambiti nazionali d'intervento in ottica di economia circolare per mantenere il paese al passo con l'Europa

Economia circolare, nove priorità per la ripresa post COVID

Creata nel 2018, ICESP rappresenta la “Piattaforma Italiana degli attori per l’Economia Circolare”. Un organismo che nasce, sotto la spinta di ENEA, quale implementazione nazionale dell’analoga iniziativa europea ECESP (European Circular Economy Stakeholder Platform). Da tre anni il suo compito è quello di fare da catalizzatore in Italia delle iniziative e prospettive in tema di economia circolare, un bagaglio di esperienze da contestualizzare nell’ambito europeo con l’obiettivo di sviluppare azioni per promuovere l’ulteriore diffusione dell’economia circolare nel nostro Paese.

Prima delle festività natalizie ICESP ha organizzato in modalità virtuale la sua terza conferenza annuale, un appuntamento che è stato preceduto da un’articolata preparazione. Sono infatti ben sette i gruppi di lavoro interni alla Piattaforma, con 200 organizzazioni e 550 esperti che partecipano all’attività, a loro volta espressione delle istituzioni pubbliche (locali e nazionali), di imprese e associazioni di categoria, del mondo della ricerca e della società civile.

Infografica ECESP per economia circolare

Aggiornamento degli obiettivi

Una conferenza, quella del 2020, che ha rappresentato l’occasione per aggiornare in tempi di pandemia gli ambiti di intervento prioritari contenuti nell’Agenda strategica italiana dell’economia circolare che era stata presentata nell’edizione precedente del 2019. Sono state quindi formulate varie proposte di intervento “che identificano temi sistemici, strumenti e azioni su cui intervenire per una ripresa post COVID-19 ispirata ai principi di modelli circolari e sostenibili di crescita”.

9 ambiti prioritari d’intervento

In particolare, sono nove gli ambiti prioritari d’intervento identificati da un Piano che ha come primi destinatari i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Nel dettaglio, si tratta di:

  1. governance,
  2. formazione e cultura,
  3. infrastrutture,
  4. strumenti economici,
  5. strumenti normativi,
  6. strumenti di misurazione,
  7. eco-progettazione e consumo circolare,
  8. mercato dei sottoprodotti e riciclati,
  9. pianificazione integrata e gestione urbana-territoriale.

“Strategia nazionale per l’economia circolare”

Roberto Morabito, direttore del dipartimento ENEA di Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali e presidente ICESP, ha spiegato che “l’Italia deve dotarsi di una strategia nazionale per l’economia circolare e di un piano di azione con chiari target e step di realizzazione”. È inoltre necessario “un istituto di coordinamento dell’economia circolare, sfruttando competenze e strutture esistenti, con principale ruolo di supporto a pubblica amministrazione centrale e locale, alle imprese e ai cittadini”.

Strategie per la ripresa post COVID

In relazione ai fattori strategici capaci di innescare una ripresa post COVID, durante la conferenza è stata sottolineata la necessità di orientare i sistemi di produzione e consumo verso nuovi modelli circolari in grado di “coinvolgere attivamente anche i consumatori, potenziando il diritto di accesso a informazioni e servizi trasparenti anche attraverso la digitalizzazione e l’IoT (acronimo di Internet delle Cose)”.

“Sarà fondamentale – ha aggiunto Morabito – avviare un vero e proprio cambiamento culturale, intervenendo in modo trasversale a livello di educazione primaria, secondaria, accademica e aziendale allo scopo di creare nuove figure professionali, sia nel pubblico che nel privato”.

Logiche di circolarità nei centri urbani

Un altro aspetto emerso durante la conferenza è il processo di trasformazione della città con “le logiche della circolarità che devono entrare di diritto all’interno della pianificazione urbana e territoriale, nelle strategie e nei programmi delle funzioni e dei servizi urbani”.

Nel documento conclusivo stilato al termine dei lavori si sottolinea poi come “occorre sistematizzare una coordinata ed integrata gestione e programmazione degli interventi, che contempli tutti i settori: ciclo dei rifiuti, mobilità, gestione della filiera agroalimentare, utilizzo delle materie per la produzione e il consumo dei beni, urbanistica e regolamento edilizio”.

Dunque una complessa strategia urbana in tema di circolarità, per realizzare la quale sarà necessario ricorrere a interventi di efficientamento, recupero e risparmio di risorse, nonché a provvedimenti relativi alla destinazione d’uso del suolo.

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità