Decarbonizzazione più veloce al tempo della pandemia

Dal report dell'ENEA emerge un rimbalzo congiunturale delle emissioni di CO2 nel terzo trimestre ma resta un forte calo (-7%) rispetto allo stesso periodo 2019

Emissioni di CO2 in calo a seguito della pandemia da coronavirus

Non c’è da stupirsi del fatto che le emissioni di gas serra vadano da sempre a braccetto con i consumi energetici. Quest’ultimi, infatti, sono tradizionalmente dominati dall’utilizzo delle risorse fossili con le conseguenti massicce immissioni nell’atmosfera derivanti dalla loro combustione. Proprio per questo la recente relazione dell’ENEA sull’andamento in Italia dei consumi energetici nel terzo trimestre 2020 ha assunto una particolare importanza poiché fornisce ulteriori chiavi di lettura degli effetti della pandemia. Normalmente ci si chiede come ridurre le emissioni di gas serra, ma questa volta è un po’diverso.

Rimbalzo rispetto al trimestre precedente

Innanzitutto c’è un dato che può avere un effetto fuorviante: nel terzo trimestre dell’anno, infatti, le emissioni di CO2 del sistema energetico italiano hanno segnato un forte rimbalzo rispetto al trimestre precedente (+20%), seguendo del resto l’andamento dei consumi energetici.

Un effetto fuorviante perché in realtà, uscendo dal raffronto congiunturale, le emissioni sono in forte calo, circa il 7%, nel paragone che più conta, quello con il medesimo trimestre del 2019. Dunque, nonostante il suo attenuarsi estivo, la pandemia ha continuato a dispiegare i suoi effetti sulle emissioni nocive, dopo il calo enorme segnato nel periodo aprile-giugno, circa il 25%, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Nei primi nove mesi dell’anno -14% di emissioni di CO2

Nell’insieme dei primi nove mesi dell’anno il report dell’ENEA quantifica nel 14% il calo stimato delle emissioni rispetto allo stesso periodo del 2019, un dato percentuale equivalente a circa 33 Mton CO₂ (milioni di tonnellate di anidride carbonica) in meno.

Occorre aggiungere che oltre la metà della riduzione complessiva delle emissioni è maturata durante il secondo trimestre, nel pieno della pandemia, mentre il primo trimestre ha contribuito per circa il 30%, sia per il calo dei consumi a marzo (con le prime misure di contenimento del coronavirus) sia per le temperature particolarmente miti dei mesi invernali.

le emissioni trimestrali di CO2

Emissioni in forte calo dopo un quinquennio stazionario

A conti fatti la pandemia si rivela un avvenimento straordinario anche sotto il profilo ambientale, se è vero che il deciso calo del 2020 riporta le emissioni su una traiettoria discendente dopo ben cinque anni di sostanziale stazionarietà, a loro volta preceduti dalle forti riduzioni corrispondenti agli anni della crisi economica.

In particolare, il dato (ancora parziale) del 2020 colloca le emissioni di CO2 del sistema energetico italiano a un livello inferiore del 37% rispetto al 2005, con un balzo di ben sette punti percentuali rispetto all’anno scorso, quando il calo rispetto al 2005 era del 30%, appena un punto percentuale in più rispetto al 2018.

Il confronto sulle emissioni di CO2 nei diversi settori

Dal rapporto ENEA emerge anche un interessante confronto sull’andamento, in tema di emissioni, dei settori ESD e ETS, ricordando che l’acronimo del primo indica i settori disciplinati dalla Effort Sharing Decision, dunque trasporti, civile e industria non energivora, mentre il secondo rappresenta i settori sottoposti all’Emission Trading System, dunque industria energivora e generazione elettrica.

Ebbene, nella parte fin qui misurata del 2020 il calo delle emissioni in Italia è stato simile nei due contesti. Infatti, nel caso dei settori ETS la riduzione rispetto al 2005 è passata dal -38% del 2019 all’attuale -45%, mentre nel caso dei settori ESD dal -25% del 2019 al -33% del 2020.

emissioni di gas serra del sistema energetico italiano

Nei trasporti il maggior calo delle emissioni

Infine, il report evidenzia come circa la metà della riduzione delle emissioni registrata nei primi nove mesi del 2020 sia imputabile al calo nel settore dei trasporti (una quota che sale a quasi il 60% nel secondo trimestre), circa il 30% alla flessione nella trasformazione dell’energia, mentre il resto va riferito ad industria e civile.

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità