La crescita dell’eolico è insufficiente, a rischio gli obiettivi UE per il 2030

Un report di WindEurope ridimensiona le previsioni di crescita dell’eolico per il 2025 ed evidenzia come l’espansione abbia un ritmo sostenuto soltanto in Germania
Crescita dell'eolico è fondamentale per la competitività europea

C’è un Paese che, come si dice, tira la carretta, e tanti altri che invece si fanno gli affari loro… È la liberissima sintesi degli ultimi dati pubblicati da WindEurope relativi all’andamento dell’energia eolica nel nostro continente, ma si tratta purtroppo di una situazione che in realtà caratterizza molte altre dinamiche all’interno dell’Unione Europea.

Nuovi impianti eolici: al primo posto la Germania

Diciamo subito che il Paese in questione è la Germania, dove si sta realizzando il maggior numero di nuovi impianti eolici. Nel dettaglio, quest’anno si prevede di aggiungere 5 GW di energia eolica onshore, quasi il triplo di quanto avvenuto nei precedenti 5 anni. “Ciò è dovuto – si legge nel report di WindEurope – in gran parte al fatto che la Germania è il primo Paese ad attuare rigorosamente le nuove norme UE in materia di autorizzazioni per la realizzazione degli impianti”.

Una politica, quella messa in atto a Berlino, che nel 2024 ha portato all’autorizzazione di nuovi parchi eolici onshore per un valore record di 15 GW. Un primato, peraltro, che la Germania si appresta a superare quest’anno, come dimostrano gli 8 GW di permessi per l’eolico onshore già concessi nella prima metà del 2025. “In media, le autorità tedesche ora rilasciano i permessi entro 18 mesi, rispettando le scadenze previste dalla Direttiva sulle energie rinnovabili (REDIII)”.

Gli altri Paesi in ritardo

La Germania, come detto, in questo momento non rappresenta certo la regola nell’Unione Europea, bensì una virtuosa eccezione. Infatti, la maggior parte dei Paesi del continente sta ottenendo dei risultati ben peggiori in termini di autorizzazioni di nuovi impianti eolici, il che mette a repentaglio gli obiettivi della transizione energetica europea, di cui gli impianti eolici rappresentano uno dei pilastri.

Nuove installazioni di energia eolica in Europa nel primo semestre 2025

In particolare, nessuno degli altri 26 Paesi dell’UE sta autorizzando nuovi parchi eolici entro la scadenza di 24 mesi prevista dalla citata direttiva RED III. E in molte nazioni le procedure di autorizzazione stanno addirittura peggiorando. “Introducendo le cosiddette aree di accelerazione delle energie rinnovabili – aggiunge WindEurope –, diversi Paesi stanno creando più confusione che semplificazione”.

Le principali criticità per la crescita dell’eolico

Ma non è soltanto l’inaffidabilità delle procedure di autorizzazione a frenare l’espansione degli impianti eolici nella maggior parte delle nazioni europee. Fra gli altri fattori negativi, WindEurope indica:

Giles Dickson, CEO di WindEurope, “i governi devono agire di concerto sull’energia eolica. Il vento è competitivo, in quanto riduce i costi dell’elettricità per cittadini e imprese. Il vento è sicuro perché le turbine eoliche autoctone riducono la dipendenza costosa e pericolosa dalle importazioni di combustibili fossili. E il vento fa bene all’economia: creando posti di lavoro e gettito fiscale. Circa 400.000 persone in Europa lavorano già nel settore eolico e ogni nuova turbina contribuisce per 16 milioni di euro al PIL europeo. Ma i governi non riescono a rilasciare le autorizzazioni e a sviluppare l’eolico con sufficiente rapidità”.

Le previsioni per l’Europa per nuove installazioni

Tornando ai numeri, i lenti progressi in materia di autorizzazioni, reti ed elettrificazione indicano che nel 2025 l’Europa installerà una quantità minore di energia eolica rispetto a quanto previsto in precedenza. Infatti, all’inizio dell’anno l’attesa era per 22,5 GW di nuove installazioni. Invece adesso se ne prevedono soltanto 19. E se per i Paesi UE la stima di inizio anno era di 17 GW, ora si è scesi a 14,5.

Stime di crescita dell'eolico fino al 2030

Guardando all’andamento dei prossimi anni, la previsione di WindEurope è che l’Unione Europea raggiungerà una capacità di energia eolica pari a 344 GW entro la fine di questo decennio. Un ammontare così ripartito: 298 GW di installazioni onshore e 46 GW offshore. Ma si tratta di una stima che differisce in modo allarmante dall’obiettivo fissato dall’UE per l’energia eolica entro il 2030, pari a 425 GW in totale.

Conseguenze pericolose

“La riduzione della nuova energia eolica – evidenzia Dickson – è una cattiva notizia per la competitività dell’Europa in generale. L’industria europea ha bisogno di elettricità a basso costo per competere con Cina e Stati Uniti, ma troppi governi rimangono titubanti nell’espansione dell’eolico. Questo mette a repentaglio anche l’occupazione e la crescita in settori più ampi, come l’acciaio, la chimica e l’ICT. Fare affari in Europa diventa molto più difficile se l’UE non riesce a raggiungere i suoi obiettivi energetici”.

In questo scenario difficile non mancano però segnali incoraggianti, con gli ordini di turbine eoliche e gli investimenti in nuovi parchi eolici che sono in crescita. L’Europa ha adottato decisioni finali di investimento (FID) per un valore di 34 miliardi di euro in nuovi parchi eolici nella prima metà del 2025, ovvero più del totale delle FID del 2024. E questi 34 miliardi hanno finanziato 14 GW di nuova capacità, che dovrebbe entrare in funzione nei prossimi anni. Infine, l’Europa ha registrato 11,3 GW di ordini di turbine eoliche nella prima metà del 2025, in aumento del 19% rispetto alla prima metà del 2024.

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Marco Ventimiglia

Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità
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