Contratti d’acquisto di energia pulita in forte crescita

Secondo l’analisi BloombergNEF, nel 2020 si è avuto un aumento del 18,6% di contratti di compravendita a lungo termine di energia pulita con il record di 23,7 GW venduti alle aziende. Stati Uniti leader ma l'Europa cresce

Energia rinnovabile: contratti di acquisto in forte crescita

Fra le molte rilevazioni legate al settore delle fonti rinnovabili ne figura una non molto conosciuta eppure assai indicativa. Stiamo parlando dell’andamento dei power purchase agreement (corporate PPA), ovvero la definizione inglese dei contratti di compravendita a lungo termine di energia pulita che vengono stipulati dalle aziende. Caratteristica fondante di questi contratti è il fatto che sono stipulati direttamente fra la società acquirente (il più delle volte di grandi dimensioni) e il produttore di energia rinnovabile.

Da quanto esposto è facile comprendere l’importanza del mercato dei PPA, il cui andamento positivo garantisce i produttori per il rientro dagli investimenti, considerata la lunga durata dei contratti. Dall’altro lato, le aziende acquirenti inquinano meno durante la loro attività produttiva e ottengono il più delle volte degli apprezzabili risparmi in bolletta.

Sviluppo continuo nonostante la pandemia

Fra pandemia e recessione economica il 2020 ha rappresentato un anno cruciale anche per questo settore che però è stato capace di chiudere il periodo con un consuntivo globale a dir poco sorprendente. Infatti, le rilevazioni di BloombergNEF (BNEF) indicano per il mercato mondiale dei corporate PPA un progresso di addirittura il 18%, quindi in enorme controtendenza con la stragrande maggioranza degli indicatori economici relativi all’anno passato.

In termini di quantità dell’energia rinnovabile acquistata dalle aziende, nel 2020 si è raggiunto il record di 23,7 GW, un risultato che peraltro, a dispetto della pandemia, conferma il trend di crescita continua del mercato dei PPA. Infatti, nel 2019 il totale dei contratti stipulati era stato pari a 20,1 GW mentre nel 2018 il risultato fu di 13,6 GW.

Sostenibilità ormai fondamentale per molte imprese

“Nel 2020 – ha commentato Kyle Harrison, l’autore del report BNEF – le aziende hanno dovuto affrontare un’ondata di avversità. Il fatto che in queste condizioni il mercato dell’energia pulita non solo abbia mantenuto le posizioni ma sia riuscito persino a crescere testimonia di quanto la sostenibilità sia diventata un elemento fondamentale nell’agenda di molte imprese”.

Sotto l’aspetto territoriale la distribuzione dei contratti PPA è ancora molto disomogenea con una netta prevalenza delle aziende statunitensi. In particolare, l’anno scorso circa la metà dei power purchase agreement sono stati stipulati negli USA, per un totale di 11,9 GW sui 23,7 globali. In forte crescita c’è però il continente europeo che, insieme a Medio Oriente e Africa (EMEA), è passato da contratti per 2,6 GW nel 2019 fino ai 7,2 GW dell’anno scorso. Più indietro, invece, Asia e Pacifico, con 2,9 GW totali nel 2020.

Gli acquisti di Corporate PPA nei diversi paesi del mondo

La classifica delle aziende che comprano rinnovabili

La prevalenza degli Stati Uniti nel mercato dei corporate PPA trova una puntuale conferma andando a valutare il comportamento delle singole aziende. Infatti, la classifica dei primi dieci sottoscrittori di contratti a lungo termine per energia rinnovabile è dominata dalle società americane che occupano ben otto posizioni. A fare “eccezione” sono la francese Total e la taiwanese TSMC, peraltro al secondo e terzo posto, rispettivamente con 3 e 1,2 GW acquistati nel 2020.

In prima posizione figura saldamente Amazon con circa 5,1 GW di contratti, dei quali 3,1 sono provenienti da energia solare mentre altri 2 GW vengono generati dall’eolico. Nella classifica va poi segnalata la presenza di altri noti colossi aziendali a stelle e strisce quali Facebook (al quinto posto), General Motors (sesta) e Microsoft (ottava).

acquisti corporate PPA: la classifica delle aziende

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità

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