Convegno Angaisa: il mercato ITS fra crisi e ripartenza

La pandemia ha impattato duramente su tutti i segmenti merceologici, ma il Superbonus 110% potrebbe rilanciare velocemente l'intero settore idrotermosanitario come emerso dai dati presentati al convegno Angaisa

A metà dicembre Angaisa – l’associazione di riferimento per i commercianti di articoli sanitari, climatizzazione, pavimenti, rivestimenti e arredobagno – ha organizzato il suo 22° convegno annuale, per la prima volta in modalità online. Un debutto ovviamente causato dalla pandemia, il cui impatto si è riflesso anche sul contenuto e sul titolo stesso dell’appuntamento virtuale: “ITS 2021: crescita o declino?”.

Enrico Celin Presidente di Angaisa
Enrico Celin Presidente di Angaisa

Crollo del fatturato nei mesi del lockdown

Ad aprire i lavori del Convegno Angaisa è stato il presidente dell’associazione, Enrico Celin, che dopo aver fatto il punto sulle attività dell’associazione ha illustrato alcuni dati di scenario per il settore idrotermosanitario. Un primo elemento, purtroppo prevedibile, è l’autentico crollo del fatturato nazionale che si è registrato nei mesi di marzo (-39,55%), aprile (-63,34%) e maggio (-15,85%), inevitabilmente coincidente con il periodo del lockdown sull’intero territorio del Paese.

Rimbalzo estivo ma la stima 2020 indica un – 10,49%

Tra i mesi di luglio e settembre si è però assistito a un significativo rimbalzo, con la conseguenza di rendere meno pesante l’impatto della pandemia sul settore nel computo dei primi dieci mesi dell’anno. In particolare, il confronto fra il periodo gennaio/ottobre 2019 e quello gennaio/ottobre 2020 evidenzia un decremento del fatturato pari all’8,48%, con la stima di chiusura per l’intero 2020 che indica una flessione del 10,49%.

Trend mensile delle vendite del comparto ITS di Angaisa

Lorenzo Bellicini - Cresme
Lorenzo Bellicini – direttore Cresme

I dati Cresme al convegno Angaisa

Ulteriori dati interessanti, sono stati esposti da Lorenzo Bellicini, il direttore del principale centro di ricerca nazionale nel settore dell’edilizia, il Cresme. Un’analisi che è partita dal contesto generale del Paese, con quello appena concluso che è stato un autentico annus horribilis, capace di mandare a consuntivo una flessione record del Pil, stimata addirittura in un -10,3%. E il clima di totale incertezza ha portato a un sostanziale congelamento degli investimenti accompagnato da un forte incremento della propensione al risparmio delle famiglie italiane, passata dal 10,1% del 2019 al 15,2% del 2020.

Nelle costruzioni indice sentiment 2020 giù del 10,5%

Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, l’indice sentiment Cresme evidenzia un trend di chiusura del 2020 con una flessione cospicua, un -10,5% rispetto al dato 2019. Forte frenata anche per il settore immobiliare (-11,4%), soprattutto durante il periodo del lockdown, peraltro seguita da alcuni segnali di ripresa, specie legati a una rinnovata richiesta di qualità e benessere abitativo. Trend fortemente negativo a cui non hanno fatto eccezione gli investimenti, con un -10,6% nel nuovo residenziale e un -13,9% nel rinnovo residenziale.

L’andamento dei vari comparti ITS

Per quanto riguarda l’andamento specifico del settore ITS, il direttore del Cresme ha sottolineato, nella negatività generale del 2020, il diverso impatto della pandemia sui vari segmenti merceologici.

Nel dettaglio, le elaborazioni dell’Osservatorio provinciale Angaisa-Cresme stimano le flessioni maggiori rispetto al 2019 per i comparti dei sanitari (-14,2%), pavimenti (-14,1%) e rubinetti (-13,9%). Un po’ più contenuto il calo delle caldaie (-10,5%) mentre si difende meglio degli altri il comparto pompe di calore (-2,2%),

andamento mercato ITS convegno Angaisa

Per quanto riguarda i prossimi anni, la visione di Bellicini è abbastanza positiva anche se con tutta probabilità “non basterà il 2021 per recuperare il terreno perduto e potrebbe essere necessario attendere il 2023 per una completa ripresa“. Una variabile importante è rappresentata dalla nuova disponibilità di spesa, ancora tutta da verificare, della macchina pubblica, con la conseguente esigenza di “utilizzare in modo virtuoso ed efficiente le risorse disponibili”.

Il ruolo decisivo del Superbonus 110%

In tutto ciò un ruolo decisivo sarà sicuramente giocato dal ricorso, più o meno esteso, al Superbonus 110%, fra l’altro appena prorogato fino al 2022. Per il Cresme si tratta di un incentivo con enormi potenzialità, in grado di sviluppare investimenti per 1.000 miliardi in relazione agli interventi antisismici, e di 600 miliardi per quanto riguarda l’efficientamento energetico.

Ed ancora, nel 2021 il Superbonus al 110% dovrebbe produrre un incremento in valori assoluti del mercato edilizio pari a 2,42 miliardi di euro. Una cifra già ingente che però diventerebbe minoritaria rispetto agli oltre 6 miliardi di euro che potrebbero essere “sviluppati” dal Superbonus nel 2022.

Superbonus 110$% - dati Cresme a Convegno Angaisa

Marco Ventimiglia
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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità