
Nato nel 1934 a Bergamo, il piccolo laboratorio artigianale SACE è cresciuto fino a diventare un marchio pionieristico e globalmente riconosciuto nel mondo elettrico. Ogni anno ABB, che ha acquisito l’azienda nel 1988, produce sul territorio italiano quasi 4 milioni di interruttori SACE esportandoli in più di 100 paesi. Soluzioni all’avanguardia che consentono a ospedali, data center, fabbriche, edifici commerciali e impianti rinnovabili di produrre e utilizzare grandi quantità di energia in modo sicuro ed efficiente.
All’inizio del XX secolo, la città di Bergamo si stava trasformando in polo strategico per l’innovazione nel settore elettrico. Qui nascevano le prime centrali d’Europa e, a supporto della filiera, laboratori artigianali per fornire il know-how e le attrezzature necessarie alle comunità locali e all’industria. In questo contesto, nel 1906 l’imprenditore Alberto Fantini decideva di aprire un’officina per la costruzione di quadri e apparecchiature elettriche.

Un primo passo che si è poi evoluto in SACE, Società Anonima Costruzioni Elettromeccaniche, fondata ufficialmente nel 1934 da Agostino Eschini, Lino Salghetti Drioli, Federico Mazzola e Leopoldo Ferrè. L’attenzione alla qualità e le nuove soluzioni proposte hanno ampliato il raggio d’azione di SACE in Italia, con importanti commesse per le ferrovie e lo sviluppo industriale. Oggi, circa 2.500 persone ABB lavorano negli stabilimenti di Bergamo, Dalmine e Frosinone.
Bergamo, che impiega 420 persone, è sede della divisione Smart Power di ABB con un centro di ricerca per lo sviluppo di tecnologie avanzate e un laboratorio prove accreditato da enti internazionali. Inaugurato nel 1969, lo stabilimento ABB di Frosinone impiega 1.200 persone e produce quasi 4 milioni di interruttori scatolati e aperti l’anno. Costruita nel 1979, infine, la fabbrica di Dalmine conta circa 900 persone che portano avanti l’innovazione nel centro globale di ricerca e sviluppo per la divisione Distribution Solutions di ABB.

I siti di Dalmine e Frosinone, insieme a Santa Palomba (Roma), dal 2020 sono fabbriche Lighthouse. Il governo italiano ne ha infatti riconosciuto il ruolo di modello per la trasformazione digitale e le strategie di Industria 4.0. Tutti i siti ABB sono anche alimentati al 100% da energia verde e procedono a passo spedito verso gli obiettivi del programma ABB Mission to Zero.
“Siamo orgogliosi del marchio SACE sugli interruttori progettati e prodotti nei nostri stabilimenti. Viviamo gli stessi valori e abbiamo lo stesso spirito pionieristico dei fondatori. Il nostro personale continua a sviluppare i prodotti che supportano la transizione globale verso l’utilizzo di energia pulita”, commenta Massimiliano Cifalitti, HUB Europe Manager – Smart Power di ABB.
Nei prossimi mesi, ABB coinvolgerà dipendenti, stakeholder e comunità locali in diverse iniziative sul territorio bergamasco per celebrare questo momento e per guardare al futuro. Facendo leva sui capisaldi di sostenibilità e benessere delle persone.
