Nel 2020 boom di investimenti europei sull’eolico offshore

L'indagine di Windeurope evidenzia che l'anno scorso sono stati raccolti 26 miliardi di euro per lo sviluppo di fattorie offshore con 7,1 GW di nuova capacità futura

L'eolico offshore è una delle rinnovabili più promettenti

È ormai acclarato che quello della green economy è stato ed è uno dei pochissimi settori capace di assorbire senza troppi danni l’impatto globale del coronavirus. Un’ennesima conferma la si è avuta recentemente con i risultati di un’indagine condotta da WindEurope e riguardante uno dei settori più importanti nell’ambito delle fonti rinnovabili, l’eolico offshore.

Crescita continua nonostante la pandemia

Il 2020, infatti, si è rilevato un anno di pieno sviluppo per il comparto europeo dell’eolico offshore, esattamente come anticipato dalle previsioni, però effettuate in precedenza al dilagare del coronavirus e questo ci riporta all’assunto di partenza… In particolare, lo studio indica che l’anno scorso in Europa sono stati raccolti 26 miliardi di euro per la realizzazione nei prossimi anni di fattorie offshore. Una cifra record destinata a finanziare progetti che aggiungeranno ben 7,1 GW alla capacità eolica del Vecchio continente.

“Il risultato ottenuto nel 2020 rappresenta una manifestazione di grande fiducia sulle prospettive dell’eolico offshore – ha dichiarato Giles Dickson, amministratore delegato di WindEurope -. Gli investitori dimostrano così di considerare il settore economico, affidabile e resiliente. Nei prossimi anni realizzeremo quindi nuove fattorie oltre a dotarci di nuove turbine”.

Eolico offshore: 200.000 posti di lavoro entro il 2030

Dickson ha anche sottolineato le forti ricadute sull’occupazione che derivano dalla crescita dell’eolico offshore: “Gli investimenti programmati nei prossimi anni creeranno importanti ritorni economici e molti nuovi posti di lavoro. Noi stimiamo che ogni nuova turbina installata in mare genera 15 milioni di euro di attività economiche. E così, le 77.000 persone attualmente impiegate in questo settore sono destinate a divenire 200mila entro il 2030”.

Tornando ai numeri, l’indagine WindEurope quantifica in 2,9 GW la capacità eolica aggiuntiva realizzata l’anno scorso da fattorie offshore, portando così la capacità complessiva del segmento al livello di 25 GW. In particolare, nelle acque limitrofe al territorio europeo sono divenuti operativi nove impianti appartenenti a cinque nazioni.

L'eolico offshore è particolarmente utilizzato nel Nord Europa

Nel 2020 Olanda leader per nuova capacità installata

Uno sviluppo, quello nel 2020, che ha visto l’Olanda recitare la parte del leone con oltre la metà (1.493 MW) della capacità complessiva installata. A seguire troviamo il Belgio con 706 MW, Regno Unito (483 MW) e Germania (219 MW). C’è poi da considerare il Portogallo che l’anno scorso ha completato l’installazione del suo primo impianto eolico offshore. Al momento, gli impianti europei posizionati in mare sono 116 in totale suddivisi per 12 Paesi. Ed ancora, l’Unione europea ha fissato un obiettivo di 300 GW di capacità da raggiungere entro il 2050.

Bisogna aggiungere anche un elemento poco confortante che emerge dallo studio, ovvero l’attuale scarso attivismo del nostro Paese nel settore nonostante la sua posizione geografica privilegiata. Quest’anno è attesa l’entrata in funzione di un impianto da 10 turbine al largo di Taranto per una capacità complessiva vicina ai 100 MW.

L’obiettivo fissato dal PNIEC per l’Italia

La situazione dell’offshore italiano dovrà però continuare ad evolversi nei prossimi anni in base a quanto stabilito dal PNIEC (il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima). Infatti, con questo documento lo Stato si è impegnato a dotare l’Italia di una capacità eolica offshore di almeno 1 GW entro il 2030. Una stima probabilmente prudenziale se si pensa che entro lo stesso termine il PNIEC indica ben 21 GW generati dall’eolico terrestre.

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Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità