Nel 2020 un calo record delle emissioni di CO₂ in Italia

Dal report dell'ENEA emerge un anno profondamente influenzato dalla pandemia anche sotto il profilo dei consumi energetici, crollati del 10% rispetto al 2019

riduzione CO2 e consumi energetici a causa della pandemia

Che la pandemia rappresenti fin qui il peggior evento per il genere umano in questo terzo millennio non è un’opinione ma un dato di fatto. Eppure, pur provocando una situazione così grave, il coronavirus ha determinato anche una conseguenza positiva, ovvero limitare l’impatto negativo sull’ambiente delle attività umane. Vale per l’intero pianeta e pure per l’Italia la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2, come sottolineato dalla recente Analisi trimestrale del sistema energetico italiano dell’ENEA.

Consumi energetici stravolti a partire da marzo

Un’edizione del report, la prima del nuovo anno, che era molto attesa perché contenente molti dati complessivi relativi all’andamento del 2020, periodo nel quale l’abituale svolgersi dei consumi energetici è stato stravolto a partire dal mese di marzo con il diffondersi del coronavirus nel nostro Paese.

Ebbene, lo studio dell’ENEA sottolinea come il 2020 sarà ricordato non soltanto come l’anno del calo record dei consumi di energia (-10% rispetto al 2019), ma anche per l’ancor più consistente riduzione delle emissioni di CO₂ (-12%).

Emissioni di CO2 suddiviso per settore

Crollo dei consumi dalle fonti fossili

Il perché della differenza di due punti percentuali è presto detto: l’anno scorso il calo dei consumi non ha sostanzialmente riguardato le rinnovabili ma si è concentrato sulle inquinanti fonti fossili, e tra queste su quelle a maggiore intensità carbonica, in primo luogo il carbone e in secondo luogo il petrolio.

E con il crollo del 2020, maggiore anche della riduzione registrata nel 2009 (-10%), le emissioni nocive del sistema energetico nazionale risultano adesso inferiori di quasi il 40% nel paragone con i livelli del 2005, con un balzo di circa otto punti percentuali rispetto a un anno prima.

Analisi dei consumi energetici per fonte

Calo emissioni concentrato nel primo semestre

Andando a vedere più nel dettaglio l’andamento temporale del 2020, si nota come in termini di CO₂ prodotta circa la metà del taglio è maturato nel corso del secondo trimestre 2020, durante il quale le emissioni del sistema energetico sono addirittura diminuite del 25% rispetto ai livelli raggiunti nello stesso periodo del 2019.

In realtà anche i primi tre mesi dell’anno scorso hanno contribuito in modo significativo alla riduzione complessiva del 2020 (per circa un quarto), sia per il deciso calo dei consumi di marzo (con le prime misure di contenimento della pandemia), sia per le temperature particolarmente miti dei mesi invernali. Quanto alla seconda parte dell’anno, si è proseguito su tale trend di variazioni negative delle emissioni, seppur in attenuazione rispetto ai decisi cali che hanno caratterizzato il primo semestre 2020.

Riduzione simile per i comparti ESD e ETS

In termini di contributi settoriali al calo complessivo delle emissioni nel 2020, il report ENEA evidenzia un andamento simile per i comparti ESD (quelli disciplinati dalla Effort Sharing Decision, dunque trasporti, civile e industria non energivora) e i comparti ETS (sottoposti invece all’Emission Trading System, quindi industria energivora e generazione elettrica). Per entrambi i settori il calo delle emissioni rispetto al 2019 risulta essere di circa il 12%.

Grande miglioramento dell’indice ISPRED

Quanto appena esposto si riflette naturalmente anche sull’andamento dell’ISPRED, ovvero l’indicatore elaborato dall’ENEA per misurare la transizione energetica sulla base dell’andamento di prezzi, sicurezza e decarbonizzazione. Infatti, nel 2020 l’ISPRED evidenzia un netto miglioramento, +38%, in virtù soprattutto dei notevoli miglioramenti sul fronte dei prezzi (+80%) e appunto della decarbonizzazione (+40%).

Marco Ventimiglia
Informazioni su Marco Ventimiglia 143 Articoli
Giornalista professionista ed esperto di tecnologia. Da molti anni redattore economico e finanziario de l'Unità, ha curato il Canale Tecnologia sul sito de l'Unità